Martiri del 7 Luglio, Ettore Farioli, figlio di Lauro: “Non si faccia un tutt’uno. La Polizia provocò i manifestanti e dai getti d’acqua passò alle raffiche di mitra”

Ettore Farioli figlio di Lauro, una delle cinque vittime che persero la vita in quel tragico 7 Luglio del 1960 in piazza a Reggio Emilia racconta ad Alessandro Fontanesi (ex segretario Comunisti Italiani) il toccante ricordo di quel giorno che segnò per sempre la sua vita privandolo del padre a soli 2 anni.

“La storia è conosciuta, ciò che avvenne qui è una coda di quanto accadde a Genova. Reggio Emilia è stata la piazza dove il Movimento Sociale Italiano volle ottenere la sua rivincita rispetto a Genova dove la destra andò via con la coda fra le gambe. Una vendetta quindi -spiega Farioli- rispetto allo sgarbo subito, ma qui a Reggio Emilia ci furono dei morti.
Dopo quel 7 luglio per cinque famiglie reggiane cambiò radicalmente la vita, e io sono uno di questi: a 2 anni mi venne a mancare il padre, non ho mai più avuto occasione per riabbracciarlo e per vivere quell’affetto, quindi mi sono aggrappato a una fotografia a cui rimango attaccato ancora oggi”.

Per quanto riguarda il processo, è sempre viva l’amarezza e delusione che traspare dalle parole di Ettore Farioli: “Ci lascia l’amaro in bocca la sentenza vergognosa di un processo al termine del quale fu deciso che la colpa non fu di nessuno, assolvendo chi sparò provocando morti, mentre i manifestanti di quella giornata vennero additati come responsabili. Un fatto davvero vergognoso. Noi famigliari stiamo ancora aspettando giustizia”. “Dopo 60 anni è giunta l’ora -auspica Farioli- che la verità venga a galla e che si sappia se qualcuno diede l’ordine di sparare, cosa che non è venuta alla luce nel processo. Ma dalle testimonianze emerse che furono trovati per terra circa 500 bossoli…qualcuno li avrà ben sparati”.

Per quanto riguarda la proposta di Eboli di un incontro con fra i famigliari di tutte le vittime, Farioli glissa elegantemente: “Mi stupisce che qualcuno tenti di voler fare un tutt’uno di questa storia. Se ci sono stati poliziotti feriti va anche detto che di fronte a chi sparava un minimo di reazione ci fu, non poteva stare certo inerme di fronte alle pallottole. Non furono i manifestanti a provocare la Polizia, come confermato da diverse testimonianze, ma fu la Polizia che provocò i manifestanti e dai getti d’acqua passarono alle raffiche di mitra”.

Infine una stoccata alla Chiesa reggiana: “Ci siamo sempre chiesti perchè la chiesa di San Francesco quel giorno chiuse le porte, consapevoli di quanto stesse succedendo. Chi come mio padre ha cercato riparo in chiesa trovò la porta chiusa: quella porta chiusa per lui significò la morte. Ad oggi non è mai fatto alcun mea culpa da parte della Chiesa reggiana. Se mio padre fosse riuscito a varcare quella porta, oggi sarebbe ancora al mondo”.

mb

Ettore Farioli, figlio di Lauro, aveva due anni il 7 luglio 1960

Reggio Emilia 7 luglio 1960"…sessant'anni sono passati e sono tanti, io spero che la memoria e la storia possano continuare finchè avrò vita"Ettore Farioli, figlio di Lauro, aveva due anni il 7 luglio 1960

Posted by 7 luglio 1960 on Monday, July 6, 2020

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