Intervista allo scrittore Pierfrancesco Grasselli. Con 20 libri pubblicati e 6 in arrivo, oggi è alla ricerca di una musa…e fidanzata

Pierfrancesco Grasselli

Grasselli, con 20 libri pubblicati e 6 in arrivo il successo come scrittore è stato raggiunto?
Certo, sono diventato multimilionario grazie ai miei libri. Ma non mi basta, voglio di più… di più…!

Lei è reggiano doc, e spesso nei suoi romanzi si respira aria reggiana, fra luoghi, personaggi caratteristici, sapori… Eppure a Parma si registra un numero più elevato di vendite. Perché?
Nessuno è profeta in patria. Anche Gesù ‘non era disprezzato fuorché nel suo paese, fra quelli che lo conoscevano fin da bambino’. Invece nel villaggio vicino era un figo totale.

Non è che ha maltrattato troppo questa città nei suoi libri?
Sono stato duro, ma giusto.

Cosa scatta nella testa di Pier Francesco Grasselli per decidere di scrivere un libro?
Un libro parte sempre da una suggestione, da un’idea vaga, da un’atmosfera, poi viene l’idea vera e propria, infine la storia nei dettagli. Ma tutto questo scaturisce in modo naturale.
Vede, io sono uno scrittore istintivo. Non sono di quelli che pianificano la trama in modo dettagliato. Lascio che i personaggi mi sorprendano, “mi lascio possedere”, ecco. Così mi faccio trasportare dalla vicenda e la storia “si scrive da sé”, per così dire.

Pierfrancesco Grasselli

In base a cosa sceglie i contenuti?
Tiro un dado. Oppure apro un dizionario e punto il dito a caso. Scherzo. A volte però ho delle illuminazioni decisive mentre sono in bagno.

Sbaglio o a lei del politicamente corretto poco importa?
Non ho mai tollerato né rispettato i limiti imposti dal ‘politicamente corretto’, i dettami della narrativa commerciale rispettosina e bon ton dove certe cose non puoi scriverle altrimenti qualcuno si offende. L’arte non dovrebbe sottostare ad alcuna limitazione. L’arte si propone di interpretare e di imitare la vita… e la vita non è sempre gentile, tutt’altro. Come dice Jonathan Franzen, fare letteratura non vuol dire ‘scrivere cose carine.” Io di quei limiti me ne sono sempre allegramente infischiato. Checché ne dicano alcuni, non ho mai scritto per sfornare romanzi “commerciali” da smerciare facilmente in libreria. Al contrario, persino la trilogia maledetta uscita con Mursia, che dal punto di vista commerciale si rivelò un successo, l’ho scritta solo perché mi sono divertito un mondo a scriverla, e questo vale per tutto ciò che ho scritto nella mia vita… pure i temi del liceo, davvero, non ho quasi mai scelto l’argomento “scolastico”.

Una scelta in controtendenza rispetto alle preferenze commerciali delle case editrici…
Esatto. Una volta proprio un editor di un’importante casa editrice mi ha detto: “Se vuoi pubblicare con noi, scrivi un giallo o un romanzo rosa!” Non è roba per me. Mai letto gialli in vita mia. E piuttosto che un romanzo rosa, scrivo un porno. Non mi piace fare le cose a metà.  A proposito, il nuovo romanzo, quello in arrivo, è una bomba e promette meraviglie… di venderlo se ne sta occupando la mia agente. Non anticipo nulla, tranne che è una storia d’amore… ma è – credo – di quei libri un po’ speciali che “ti scavano dentro” e che lavorano bene sul piano emotivo.

A proposito di politica, domanda sfacciata: per chi simpatizza?
Per nessuno. Il ‘commissario vaccinatore’ Draghi mi ha profondamente deluso. Vaccinare i bambini e i ragazzini dai 12 anni in avanti, che sono a rischio zero, mi sembra una follia, soprattutto con questi vaccini non-vaccini di cui non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine e di cui si conoscono già i – sia pur rari – pericoli a breve termine. Ma non sono un no-vax, intendiamoci. Solo, la bassissima mortalità dei contagiati tra i 12 e i vent’anni non penso giustifichi una simile disposizione. Considerato poi che dietro il business dei vaccini ci sono tanti, tantissimi soldi, la cosa mi sembra sporca. Spero tanto che l’attuale premier non si riveli il “vile affarista” descritto da Cossiga nel famoso intervento durante la trasmissione di Luca Giurato.

Nei contenuti dei suoi romanzi non passano inosservate critiche pesanti al mondo LGBT.
Secondo me si dovrebbe poter scherzare su tutto. Oggi ogni orientamento sessuale è ammesso e perfettamente legittimo, fuorché in posti retrogradi tipo, che so… gli Stati Uniti (non parlo di NY o di LA). Certa gente però è davvero troppo suscettibile. Io me ne frego,intendiamoci, scrivo quel che mi gira di scrivere e buonanotte, non mi sono mai fatto problemi. Insomma, io sfotto tutti, per par condicio. Le maggioranze le sfotto di più, le minoranze di meno. Sfotto con un sistema proporzionale. Sfotto gli eterosessuali, gli omosessuali, i bianchi e i neri, i gialli, tutti gli orientamenti sessuali, tutte le etnie, tutto quel che c’è di sfottibile, io lo sfotto. Okay, devo calmarmi, lo so.

E’ vero che sta cercando realmente una musa? Che requisiti dovrebbe avere e perché?
Lo scrittore cerca sempre una musa. La musa ispira ed erotizza la sua vita e la sua scrittura. Anche se resta una conoscenza platonica e non biblica. Soprattutto se resta una conoscenza platonica e non biblica. Per approfondimenti rimandiamo il lettore al romanzo breve edito da Pendragon.

Pare che non sia single per scelta, ma in cerca di una fidanzata… Come dovrebbe essere?
Ah ma allora lo dica che vuole trovarmi la fidanzata!:) Va bene, alla mia età è giusto che metta la testa a posto. Allora, deve essere carina (non per forza una figa atomica), diciamo tra i 28 e i 37 anni. Un tempo mi piacevano alte, formose e statuarie, negli ultimi anni mi sono orientato però di più sul tipo di donna o di ragazza di costituzione minuta, esile ma non troppo, che trovo estremamente sexy (non mi dispiace anche il tipo “nerdy” con gli occhiali, by the way).  Che altro? Bionda o bruna va benissimo, ma per le rosse sbarello proprio, da sempre. Sono arrivato a capire che è importante avere interessi in comune, dunque, senza che sia una filosofa, deve piacerle leggere. L’ideale sarebbe trovare una donna con cui condividere la passione per la letteratura, s’intende.

Fidanzata e musa potrebbero coincidere?
Naturalmente, anzi, sarebbe inevitabile, visto che la vita vissuta è la prima musa ispiratrice di ogni scrittore.

Marina Bortolani, @NextStopReggio

(Leggi qui la biografia integrale di Pierfrancesco Grasselli)