Veglia di Riparazione: “Il peccato contro natura grida vendetta al cospetto di Dio”. #Fotogallery

Si è svolto in via del Vescovado, davanti alla casa del Vescovo, il momento di preghiera organizzato dal “Comitato di Riparazione 20 Maggio” per “Riparare il tradimento dei pastori della Chiesa che dovrebbero condurre le pecorelle a Cristo sulla via della verità –aveva spiegato Alessandro Corsini (leggi qui)-, al fine di capire ciò che è bene e ciò che è male, in primis verso le persone con una tendenza: noi preghiamo per la conversione di queste persone. La necessità della nostra preghiera nasce inoltre dopo aver scoperto della partecipazione del Vescovo di Reggio Emilia a diversi passati incontri organizzati dal gruppo di Don Cugini, parroco di Regina Pacis”.

Spiegazioni ribadite anche ieri sera insieme a Cristiano Lugli, davanti a una cinquantina di persone, alle quali si sono aggiunti esponenti di Forza Nuova, oltre a Digos e Carabinieri che presidiavano la zona evitando eventuali disordini pubblici.

“Oggi è la domenica di Pentecoste, quindi un giorno fondamentale per i cattolici -ha spiegato Corsini-, e il Vescovo di Reggio Emilia va a presenziare a una veglia che è contro il Magistero della Chiesa cattolica. Lascio a voi il giudizio su come un fedele deve considerare questo fatto”.

Alla veglia di Riparazione era presente anche don Enrico Doria, sacerdote della diocesi di Rimini che spiegato la sua presenza all’iniziativa: “La verità ha delle prerogative, la verità si impone, non si sceglie, deve essere riconosciuta. Ci sono uomini che hanno il dovere di insegnare la verità e quindi condannare l’errore… i Ministri di Dio, i pastori di anime, i Vescovi e il Santo Padre hanno questo compito, e guai a loro se vengono meno a questo compito. Il peccato contro natura è un peccato gravissimo che grida vendetta al cospetto di Dio”.

Cristiano Lugli, prima delle preghiere dei fedeli in latino guidati da Don Doria, ha letto una lettera inviata da un sacerdote di Modena, Don Giorgio Bellei: “Desidero essere presente anche io con questo scritto dato che par la Sagra parrocchiale non posso esserlo di persona. Ogni scelta divide la Chiesa a meno che non sia una scelta conforme alla verità. E’ evidente che per le associazioni che fanno della omofobia la loro bandiera, il non discriminare equivale a dire che i loro comportamenti e il loro pensiero omosessualista è normale. Una variante naturale della sessualità umana. Il cattolico non può accettare questa visione. E se è contro le discriminazioni non può nemmeno accettare l’idea che per togliere la discriminazione stessa si debba dire che gli atti omosessuali siano naturalmente buoni. Il pericolo che queste associazioni ascoltino ed applaudano la Chiesa solo perché sperano che di apertura in apertura cada anche l’ultimo baluardo, esiste davvero.

E dunque lecito che voi denunciate questa situazione come è lecito riparare, in quando Dio è il Signore di tutto e tale rimane anche se il mondo non lo accetta più come Re. Per la minoranza cattolica è doveroso dire pubblicamente al Signore di essere addolorati perché il suo progetto viene negato. Purtroppo nella Chiesa da quando la pastorale è diventata scienza ritenuta superiore alla dogmatica vige l’uso di due pesi e due misure. L’accoglienza è sempre per i più lontani. Nel nostro caso per gli opposti.

Ti sono vicino e soffro per questa brutta situazione fonte di sofferenza ed umiliazione della verità”.

Marina Bortolani, @NextStopReggio.it

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