Vaccino Covid e sospensioni operatori sanitari a Reggio, tuona la Romani (Italexit): “Obbligo vaccinale incostituzionale: l’Ausl poteva collocare i lavoratori in mansioni diverse”

Si apprende, con grande preoccupazione, delle prime 9 sospensioni effettuate dall’Ausl di Reggio Emilia in base a quanto dispone l’art 4 del DL 44 del 1 aprile 2021.

Il precetto normativo applicato, oltre alle questioni di legittimità e costituzionalità, che saranno certamente oggetto di specifici ricorsi, crea una macroscopica disparità di conseguenze e di trattamento tra i lavoratori e, allo stato, mancano tutti i presupposti di certezza scientifica per imporre l’obbligatorietà del vaccino.
Da un punto di vista giuridico, prescindendo da ogni considerazione in materia scientifica e sanitaria, l’incostituzionalità dell’obbligo vaccinale introdotto dall’art. 4 è più che fondata per l’attuale contesto.

La AUSL ben potrebbe provvedere alla collocazione di questi lavoratori in mansioni che NON implichino il contatto con il pubblico, così salvaguardando sia la funzione, sia il rispetto delle scelte del lavoratore, sceglie di “punire” i dipendenti che non si sono allineati alle scelte politiche relative ai vaccini.

Ci si chiede come potranno reagire questi operatori sanitari, tanto eroi del Covid, quanto oggi penalizzati da Covid, come reagiranno le loro famiglie, e finanche se si piegheranno alle richieste politiche (molto più che esigenze sanitarie).

Italexit rimarrà al loro fianco in queste battaglia sociale e di libertà.

Avv. Erica Romani, Coordinatrice provinciale ITALEXIT Reggio Emilia