Appostamenti a casa, sul posto di lavoro, alla scuola frequentata dai figli, presso l’abitazione dei genitori, ma anche pedinamenti, inseguimenti in macchina e persecuzioni sui social network.
Veri e propri atti persecutori quelli compiuti negli ultimi due anni per i quali, al termine delle indagini, i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza hanno denunciato l’uomo, un 48enne abitante in un comune della Val d’Enza per i reati di atti persecutori.
La Procura ha richiesto e ottenuto dal gip l’applicazione nei confronti dell’uomo, della misura cautelare del divieto di avvicinamento nei confronti della donna, una 36enne reggiana, ma anche del marito, dei figli e dei genitori di quest’ultima, imponendogli di non avvicinarsi a più di 500 metri dalla donna e dai suoi familiari con il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo con le parti offese.
L’indagato cliente del supermercato dove la vittima era responsabile avrebbe iniziato a tenere comportamenti molesti e insistenti nei suoi confronti prima seguendola con l’autovettura sin sotto casa decine di volte, e successivamente anche altrove arrivando a tentare di contattarla tramite social.
Dopo un po’ la frequenza era diminuita per riprendere all’inizio dell’anno con insistenza inaudita, tanto da generare verso la donna un notevole stato d’ansia.
In sintesi all’uomo vengono attribuite dalla primavera 2017 reiterate condotte persecutorie: si appostava, attendendola, sia presso il luogo di lavoro che presso la sua abitazione, la pedinava a bordo di diverse autovetture compiendo pericolose manovre di sorpasso e invitandola a fermarsi (anche se in compagnia del marito), transitando (anche una volta ogni ora) nei luoghi frequentati dalla vittima, tra cui la scuola frequentata dai figli e l’abitazione dei genitori.
nsr

