Una giornata al Liceo Moro per All Inclusive Sport con gli atleti paralimpici Francesco Messori e Lorenzo Campana

Il progetto All Inclusive sport e il liceo Moro insieme per l’inclusione della disabilità tramite lo sport. Nella mattina di giovedì 23 maggio le palestre del liceo scientifico reggiano hanno ospitato un bel momento di condivisione.

Una delegazione del progetto provinciale All Inclusive Sport, che coinvolge decine di realtà in percorsi sportivi inclusivi, ha incontrato tre classi del triennio del Moro; una mattinata positiva, realizzata grazie all’impegno della preside Mariacristina Grazioli, della vicepreside Giulia Gentili e di Alessandro Zanichelli, insegnante di educazione fisica e coordinatore per il Coni reggiano.

Gli esperti del centro di servizio per il volontariato DarVoce, della Medicina dello Sport, di UISP, CSI, US ACLI Sitting Volley Fipav Reggio Emilia si sono confrontati con le ragazze e i ragazzi presenti, invitandoli a ragionare sull’inclusione.

Un confronto iniziato con riflessioni e discorsi e proseguito con la sperimentazione sul campo. Si è partiti dal tema della disabilità, ampliando progressivamente il discorso all’inclusione a trecentosessanta gradi.

In avvio, Tristano Redeghieri, super tutor di All Inclusive Sport, ha intervistato gli ospiti d’onore Francesco Messorie Lorenzo Campana. Messori, capitano della Nazionale Calcio Amputati, ha illustrato la sua storia: è lui ad aver fatto nascere anche in Italia la Nazionale Calcio Amputati, grazie al contributo del CSI e al sostegno dei suoi genitori.

Campana, atleta della Nazionale Italiana Sitting Volley, ha invece raccontato di come ha superato il trauma della disabilità acquisita in un incidente stradale, trovando dentro di sé nuove risorse per andare avanti nello sport e nella vita.

Successivamente, Redeghieri si è rivolto ai ragazzi, per parlare di coraggio. Quel “coraggio che serve per raggiungere i propri sogni, essere se stessi e comportarsi nel modo che si ritiene giusto; un cammino da percorrere senza farsi fermare dalle critiche dei coetanei e dal bisogno di essere accettati ad ogni costo”. L’invito è quello “a non leggere la realtà solamente attraverso il filtro dei social, delle paure e dei preconcetti, anzi: i ragazzi devono uscire di casa e vivere in prima persona esperienze diverse, perché è nel coraggio di affrontare la diversità che si diventa grandi uomini”.

A chiudere la mattinata, alcune esercitazioni in palestra. A rotazione, le classi si sono impegnate con il torball con la UISP Reggio Emilia, con il sitting volley con l’US ACLI Reggio Emilia e in giochi di ruolo sull’inclusione assieme a Redeghieri.

Il progetto All Inclusive Sport è coordinato dal centro di servizio per il volontariato reggiano DarVoce e vede la partecipazione di decine di realtà sportive dell’intero territorio provinciale.