Ormai dalla politica, e specialmente dalle forze della destra discriminatoria, ci aspettiamo sempre meno come persone di diversi orientamenti sessuali e identità di genere. Ne abbiamo sempre sentite di parole e frasi usate per intimorirci, deriderci, metterci all’angolo.
Ma ciò che è accaduto, e sta accadendo, nella nostra città e al Senato in questi giorni è indifendibile.
Nella seconda seduta del consiglio Comunale sul Bilancio è stato presentato un ordine del giorno che invitava Reggio Emilia, a promuoversi come città accogliente anche per il turismo “arcobaleno”. Durante la discussione un esponente della Lega si è rivolto a quella che definisce “la baracconata LGBTI” con le parole “iniziate a comportarvi come le persone normali”.
Stamattina invece un portavoce reggiano di FDI definisce curiosamente “promotore di una cultura transgender” un documento per la riduzione dell’iva sugli assorbenti, per poi attaccare la Legge Zan contro le discriminazioni, disegno di legge che ricordiamo è ostaggio del presidente della Commissione Giustizia del Senato Andrea Ostellari (Lega), che continua a impedire la calendarizzazione del provvedimento.
Insomma, secondo questa politica dovremmo rinnegare le nostre identità, tornare a nasconderci, fare i “normali”, qualunque cosa voglia dire per questa gente. Ebbene, che sia chiaro: “normale” sarebbe avere una legge che tutela contro i crimini d’odio contro chi è gay, lesbica, bisessuale, trans*, intersessuale e tutto l’arcobaleno di differenze. “Normale” dovrebbe essere parlare con rispetto di chiunque esprima la propria identità, invitando a vivere apertamente, non certo a nascondersi sulla base di un ipocrita concetto di “normalità”.
L’Italia ha l’occasione di mettersi in pari con il resto dei paesi moderni: che il Senato approvi al più presto il Disegno di Legge Zan, con buona pace delle destre omotransfobiche.
Il Direttivo di Arcigay Gioconda Reggio Emilia APS

