Ieri pomeriggio abbiamo salutato Chico per l’ultima volta. Tanta gente, tanti compagni e amici che hanno trascorso una parte, piccola o grande, un tratto breve o più lungo, quando non addirittura una vita intera, insieme a lui. A testimonianza di quale sia stato il contributo del Chico, nella semplice quotidianità e soprattutto nella politica. Anche il partigiano Tano Davolio, giovanissimo ex sindaco di Campagnola, impossibilitato a presenziare il funerale, ha voluto far arrivare il suo saluto al vecchio amico, collega di lavoro per anni e compagno nella entusiasmante stagione del Partito Comunista, entrambi nella non facile gestione della sicurezza.
E c’era anche l’ultimo Gap, Alì, Giglio Mazzi testimone della Resistenza, una delle ragioni di vita del Chico.
In questa bellissima foto Chico è il terzo da sinistra, il più piccolino di tutti e non a caso soprannominato così. Solo per l’altezza, perché per tutto il resto è stato un gigante. Ed in questa foto ci sono i nostri partigiani, una parte di loro, alcuni non ci sono più da anni, altri per fortuna mancano solo nella foto. Bergonzi, Volpe, Brunello, Giacomo, Soragni, i fratelli Paolino e Teobaldo Borciani, Rubertelli. Walter.
Questa foto segna un’epoca, chi ha avuto la fortuna da vivere con loro la militanza sa di cosa parlo. Si certo le riunioni, ma soprattutto le manifestazioni, Milano, Bologna, 25 aprile, 1°maggio. Ovunque ci fosse da portare la testimonianza della Resistenza. Più che manifestazioni erano momenti di allegria, sempre “rigorosamente” organizzati. Partenza minimo 4 ore prima, per essere sempre in testa ai cortei, con il papà Cervi a Milano non si poteva sgarrare un secondo.
Le loro continue prese in giro, le litigate fin quasi a togliersi il saluto, ma dopo appena un minuto erano di nuovo prese in giro. Preparare gli striscioni, enormi, pesanti, perché si dovevano vedere bene, erano giovani e fa lo stesso se da meno giovani dovevano fare doppia fatica a sostenerli. Ora il testimone lo abbiamo ricevuto da loro, è un orgoglio poterlo fare. Loro alle manifestazioni non riescono a venire più, almeno non tutti insieme. E sinceramente non è più la stessa cosa. È stato bello esserci insieme, perché va bene gli scherzi, ma quando era il momento bisognava anche essere seri. Loro il fascismo lo hanno combattuto davvero.
Ecco, dire del Chico è come dire di ciascuno di loro ed è forse questo il ricordo ed il pensiero più bello che gli possiamo tributare.
Alessandro Fontanesi

