I dati diffusi da Enea al 30 aprile ci dicono che degli interventi realizzati o in fase avanzata il 50% riguarda le case singole, il 20% i Condomini ed il 30% le villette a schiera. Si investe in media più di 500 mila euro nei Condomini (ci sono condomini di grandi dimensioni ma anche edifici con due unità), poco più di 100 mila euro nelle case singole e circa 90 mila euro nelle villette a schiera.
Ovviamente le case singole sono quelle che hanno una scadenza al 31.12 ed un 30% dei lavori da realizzare, al 30 settembre, dunque tempi molto ristretti e quindi sono in fase più avanzata, ma ci sono ancora centinaia di condomini che dovrebbero partire entro l’autunno e che però stanno subendo non solo l’aumento dei prezzi rappresentato dal Presidente Draghi, ma anche le incertezze normative del Primo Ministro, che, essendo contrario al Superbonus, ma non potendo bloccarlo perchè è voluto dalla quasi totalità del Parlamento, ha introdotto negli ultimi mesi enormi ostacoli alla sua concreta applicazione, in particolare attraverso i limiti imposti alla cessione del credito.
Negli ultimi mesi si sono succeduti diversi provvedimenti di modifica: inizialmente, con la legge di Bilancio 2022, erano state abolite le cessioni dopo la prima, poi anche in considerazione delle richieste arrivate dal settore, le cessioni sono state portate a tre, a patto che la seconda e la terza fossero nei confronti di banche o soggetti vigilati; infine, con il Decreto Energia-Bollette, è stata prevista anche una quarta cessione.
Il problema è che la quarta cessione vale solo per le operazioni dopo il 01.05.22 e quindi questo impedisce alla banche di smaltire il proprio magazzino di vecchi crediti derivanti dalle precedenti operazioni. Di conseguenza si fa fatica a trovare banche che acquisiscano ulteriori crediti.
Questo modo di procedere ha prodotto due conseguenze molto negative: la prima è stata quella di mettere in estrema difficoltà imprese, professionisti e proprietari che avevano i cantieri aperti; la seconda è stata quella di bloccare l’utilizzo anche di tutti gli altri incentivi per interventi sugli immobili, perché anche per gli interventi al 50% si utilizza il meccanismo di cessione del credito e sconto in fattura, in particolare per i cittadini a reddito medio-basso che non hanno quindi sufficiente capienza fiscale per usare direttamente la detrazione.
Avv. Annamaria Terenziani, Presidente Confedilizia


