“La zona della stazione rappresenta il diaframma della città. Il posto metaforicamente più vicino a casa per chi viene da lontano, dove l’andirivieni dei treni fa sembrare i propri cari meno lontani”. A illustrare un progetto importante dedicato alle donne, l’Associazione “Non una di meno”.
“Oggi questo quartiere è abitato anche da molte donne e molti uomini arrivati da “altrove” distanti, in un lancio di dadi spesso obbligato, con la disponibilità a mettersi in gioco in una città che in pochi decenni ha pagato a caro prezzo il rapido e tumultuoso sviluppo, perdendo quelle caratteristiche che l’avevano resa tempo addietro una delle più vivibili d’Italia; una città “femminile” orientata alla cura dei servizi, delle persone e delle relazioni.
Oggi questa città vive sempre più di differenze e di contraddizioni, che proprio nella zona del centro e della stazione si fanno più visibili.
Noi crediamo però che le contraddizioni debbano essere abitate per ridare senso a una realtà che nelle azioni apparentemente “paradossali” svela talvolta il suo volto più autentico.
Ed è per questo che come Non Una Di Meno stiamo cercando di costruire uno spazio fruibile da tutte le donne della città proprio nel quartiere considerato il più rischioso e degradato di tutti: sentiamo il dovere di contrastare la strumentalizzazione che vuole i migranti (e le migranti?!) “in quanto tali” pericolosi per noi donne. Una strumentalizzazione su di noi che ormai è solo una tessera del mosaico razzista da cui siamo non solo governati e governate, ma che purtroppo ci circonda nei bar, nei luoghi di lavoro, nelle piazze, sui giornali. Poiché questa tessera purtroppo si salda in modo indissolubile con quella del sessismo imperante, intendiamo usare le nostre competenze – di donne, di operatrici di centri antiviolenza, di attiviste femministe – per prendere parola e ribadire per l’ennesima volta:
– che la stragrande maggioranza delle volte le violenze contro le donne avvengono dentro le famiglie e le mura domestiche, e non per le strade di un quartiere o dell’altro;
– che tra chi migra quasi la metà sono donne in fuga da varie forme di discriminazione e violenza, compresa quella di genere;
– che la sicurezza di noi donne non è utilizzabile per trarne vantaggio politico di sorta, così come non lo è il nostro corpo per trarne piacere senza il nostro consenso.
Per questo crediamo che proprio la zona della stazione sia il luogo ideale per una “Casa Non Una Di Meno”, uno spazio aperto a tutte le donne che abitano la città e alle soggettività amiche, che faccia perno sul comune denominatore della lotta alla violenza e alla discriminazione di genere”.
Le attiviste/i e simpatizzanti di “Non una di meno” invitano tutte e tutti martedì 10 luglio dalle ore 19 a un Aperitivo di Buon Auspicio, antirazzista e antisessista, in Viale 4 Novembre 8, dove si trova lo spazio che è “al centro di un progetto di utilizzo “civico e collettivo” a cui stiamo lavorando in collaborazione con l’Amministrazione comunale”.
nsr

