Dopo la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, come genitori, insegnanti, educatrici e educatori, studentesse e studenti di Reggio Emilia, ci siamo incontrati per confrontarci sulla riapertura della scuola in presenza e in sicurezza. In assemblee pubbliche all’aperto abbiamo condiviso le nostre preoccupazioni e messo in comune le nostre idee e proposte per affrontare i problemi che caratterizzano la scuola da anni.
Pare del tutto evidente che un’ennesima svolta al ribasso, con mancati investimenti e tagli economici, stia per abbattersi sulla scuola pubblica e che si stia utilizzando l’emergenza Covid per destrutturare la pedagogia attiva, favorendo un uso improprio della didattica a distanza. Come cittadine e cittadini di una città conosciuta per i servizi educativi e alle persone, vogliamo riprendere parola sulla scuola, con l’idea che far parte di una comunità comprenda l’essere coinvolti, non solo informati.
Per mettere la scuola al centro del dibattito e per mantenere alta l’attenzione sulle scelte politiche che caratterizzeranno la riapertura in settembre, vogliamo porre alcune domande all’amministrazione comunale e alle istituzioni scolastiche del territorio:
- L’assunzione di nuovi docenti e personale ATA saranno sufficienti per garantire una scuola in sicurezza e di qualità?
- Il tempo pieno verrà garantito dalla scuola pubblica o da cooperative e soggetti privati esterni?
- Perché non è stata prevista, almeno per le classi prime, una ripartenza senza classi pollaio con gruppi di alunne e alunni non superiore a 15?
- Come si garantirà il diritto allo studio nel caso di malattia del personale docente e del personale ATA? (Con l’attuale normativa di fatto non si procede con la sostituzione se non dal secondo giorno di assenza e dal settimo per il personale ATA).
- Quali sono gli spazi esterni della scuola individuati sul territorio? Hanno le caratteristiche di luoghi di apprendimento?
- Come verrà organizzata la mobilità tra casa e scuola e tra scuola e nuovi contesti scolastici?
- Per garantire gli spazi necessari per il lavoro in piccolo gruppo verranno sacrificati quelli dedicati alle attività creative e motorie come i laboratori e le palestre?
- I giardini e i cortili delle scuole verranno valorizzati perché siano luoghi di apprendimento permanente e strutturale?
- Quali sono le condizioni per fare didattica negli ambienti esterni alla scuola con continuità?(aspetti assicurativi, rapporto numerico, accessibilità degli spazi, formazione,accompagnamento…)
- Come si evolveranno le relazioni tra scuola pubblica e soggetti privati, per esempio nell’alternanza scuola lavoro e attraverso l’utilizzo di piattaforme digitali?
- Oltre all’organizzazione logistica legata al rientro in sicurezza, vi è la volontà di mettere in campo una riflessione pedagogica e di ripensamento della didattica, in che termini?
- Come si intende favorire il contatto nel distanziamento? (Occorre tutelare gli studenti, perché il distanziamento fisico non accentui la logica della competizione, dell’individualismo a scapito del coltivare capacità di confrontarsi in maniera costruttiva e interpersonale con la diversità)
- Alla riapertura della scuola, come verrà sostenuta una rielaborazione autentica di quanto accaduto e del periodo che stiamo attraversando?

Pensiamo che sia importante che gli enti preposti rispondano a queste domande ed altre per tenere aggiornate le tante persone che sono in attesa di notizie sul futuro prossimo della scuola. Inoltre, visto l’importanza del tema pensiamo sia necessario che si apra uno spazio di confronto pubblico e per questo convochiamo già ora un’assemblea in piazza Casotti giovedì 27 agosto 2020 alle 18.00. Un appuntamento a tre settimane dall’inizio dell’anno scolastico per fare il punto della situazione e per continuare a tessere relazioni tra docenti, personale scolastico, genitori, studentesse e studenti, cittadine e cittadini. Un incontro pubblico a cui invitiamo l’assessora alle politiche scolastiche Raffaella Curioni insieme ai responsabili delle istituzioni scolastiche del territorio (Provincia e Ufficio scolastico provinciale).
Ma da subito, in un periodo dell’anno in cui si tende a distrarre e perdere l’attenzione, proponiamo una campagna per rendere visibile la scuola e per far sentire la voce delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi e degli adulti che insieme costruiscono la scuola. Invitiamo tutte e tutti ad andare di fronte ai cancelli delle scuole per lasciare un messaggio, scritto o disegnato, fare una foto con un cartello o un video con un saluto, da condividere sui social network con la scritta #apritiscuola.
Invitiamo tutte e tutti quelli che hanno a cuore il futuro della scuola ad attivarsi, soltanto insieme possiamo creare la scuola che vogliamo, con organici potenziati e nuove assunzioni, investimenti importanti nei confronti di tutte le differenze e disabilità e potenziamento dell’edilizia scolastica ma anche per fare spazio alle riflessioni pedagogiche e didattiche imprescindibili, domande da troppo tempo inascoltate sul senso del “fare scuola”, del come e del perché.
Assemblea di genitori, insegnanti, educatori e studenti di Reggio Emilia

