Martedì 24 si è svolto a Reggio Emilia presso la Polveriera l’incontro organizzato dal PD provinciale e il circolo Centro Storico Renzo Bonazzi con Luciano Violante, già parlamentare e Presidente della Camera, in materia di giustizia.
La serata, dal titolo “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge” ha richiamato un pubblico qualificato e numeroso e circa 70 persone hanno ascoltato con interesse la relazione che ha focalizzato l’attenzione sull’analisi politica degli ultimi trent’anni di rapporti tra società italiana e giustizia, inquadrandole in un quadro storico anche più ampio che ha descritto la genesi stessa delle istituzioni nei diversi contesti nazionali.
Molti sono stai gli interventi oltre a quelli già previsti della notaia Carmen Costabile e della Avv. Celestina Tinelli. In particolare sono intervenuti anche l’Avv. Mariani Cerati, la notaia Maura Manghi, Coordinatrice provinciale di Italia Viva e l’Assessore alla legalità del Comune di Reggio Emilia Nicola Tria.
L’elemento di sintesi emerso dal dibattito è l’impegno a ricostruire un rapporto equilibrato tra i poteri fondativi delle nostre istituzioni repubblicane, che nel periodo passato, anche per oggettive situazioni storiche si è sbilanciato determinando un carico di responsabilità eccessivo su quello giudiziario al quale non ha però corrisposto, da parte della magistratura, la genesi di una visione riformatrice in grado di proiettare la stessa magistratura verso un’idea del proprio ruolo nel nuovo millennio.
A tale proposito il Presidente Violante ha offerto alcune ipotesi di lavoro per dare un nuovo vigore al sistema nel suo insieme, tra le quali la nomina del Vicepresidente del CSM da parte del Presidente della Repubblica (sottraendo così tale figura da una logica di trattative correntizie), l’istituzione di un’Alta Corte composta da personalità con le stesse caratteristiche dei componenti della Corte Costituzionale, che sia giudice di appello nei confronti delle decisioni disciplinari e amministrative del Csm, del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa e di quella contabile. Insomma, una Corte per il ricorso di grado unico sulle decisioni degli organi di autogoverno di tutte le magistrature.
Infine, riguardo alla valutazione dei magistrati, l’istituzione di un periodo di prova iniziale quadriennale degli stessi, in modo da poter così definire di fatto elementi di giudizio congrui e oggettivi fin dall’inizio della carriera.
Sono inoltre emersi diversi temi da approfondire nell’immediato futuro tra i quali lo stato attuale del rito accusatorio a trentatré anni dalla sua introduzione, il ruolo fondamentale di presidio democratico dell’Avvocatura in un’epoca condizionata da una logica giustizialista e infine la forte implementazione (peraltro prevista dalla riforma Cartabia) di un ventaglio di pene alternative e complementari in grado di rendere la giustizia più efficiente nel pronunciarsi sui contenziosi, e della cosiddetta “Giustizia Riparativa” questione basilare per evitare di divaricare all’infinito la frattura che si genera nella società, quando viene commesso un reato.

