Ricerca Finalizzata, risultato straordinario per l’IRCCS di Reggio Emilia: finanziati sei progetti per oltre 1,7 milioni di euro

Sei progetti dell’Azienda USL–IRCCS di Reggio Emilia sono stati finanziati nell’ambito del bando Ricerca Finalizzata 2024 del Ministero della Salute, per un importo destinato all’Istituto superiore a 1,7 milioni di euro. In quattro casi Reggio Emilia è capofila, mentre negli altri due partecipa come unità operativa. Gli studi, ora in fase di avvio, riguardano linfomi, tumore del polmone, tumore della mammella triplo negativo, malattia di Parkinson, screening del tumore del collo dell’utero e arterite gigantocellulare.

Il risultato conferma la competitività nazionale della ricerca reggiana e la capacità dell’Istituto di costruire collaborazioni multidisciplinari. Quattro dei sei progetti appartengono alla sezione Giovani Ricercatori.

VIRTUAL: una “biopsia virtuale” per la diagnosi dei linfomi
Il progetto VIRTUAL, guidato dal professor Stefano Luminari, responsabile della Struttura di Diagnosi e terapie innovative nei linfomi e ricerca oncoematologica, ha ottenuto un finanziamento di 450 mila euro. L’obiettivo è valutare il contributo della biopsia percutanea ecoguidata, meno invasiva di quella chirurgica, alla definizione della diagnosi di linfoma. Dati clinici e istologici saranno integrati, anche applicando tecniche di intelligenza artificiale, con l’analisi del DNA tumorale circolante e con parametri avanzati ottenuti dalle immagini PET/TC, per costruire uno strumento capace di predire l’esito della biopsia. Lo studio coinvolgerà oltre 600 persone e punta a ridurre invasività, tempi di attesa e costi contribuendo alla gestione sempre più personalizzata del percorso di cura. Partecipano le strutture di Ecografia diagnostica, la Medicina Nucleare, l’Anatomia Patologica e il Laboratorio di Ricerca Traslazionale dell’IRCCS.

Nuove frontiere contro il tumore del polmone
La dottoressa Valentina Sancisi, del Laboratorio di Ricerca Traslazionale, guida il progetto, finanziato per Reggio Emilia con 440.000 euro. Lo studio cercherà marcatori biologici in grado di prevedere la risposta alla terapia neoadiuvante, che associa chemioterapia e immunoterapia prima dell’intervento chirurgico. Saranno analizzati indicatori tumorali, immunitari e metabolici nel tessuto e nel sangue mediante tecniche avanzate, tra cui trascrittomica spaziale, radiomica e analisi a singola cellula. L’obiettivo è selezionare meglio i pazienti che possono beneficiare del trattamento e comprendere i meccanismi della risposta. Collaborano Chirurgia Toracica, Anatomia Patologica, Radiologia, Oncologia e Pneumologia dell’IRCCS, oltre all’Unità di Oncologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Nuovi bersagli per il tumore della mammella triplo negativo
La dottoressa Teresa Rossi, del Laboratorio di Ricerca Traslazionale, conduce il progetto che porta a Reggio Emilia un finanziamento da 382.500 euro. La ricerca studierà il ruolo di ATGL, un enzima coinvolto nel metabolismo degli acidi grassi e poco presente nel tumore al seno triplo negativo, particolarmente aggressivo e difficile da trattare. La carenza dell’enzima nel tumore favorisce l’accumulo di lipidi, che vengono utilizzati come messaggeri per la comunicazione con il microambiente circostante, sostenendone la crescita. Il progetto mira a individuare bersagli farmacologici o genetici capaci di riattivare ATGL, interrompendo il sostegno fornito dal tessuto adiposo circostante e rendendo le cellule tumorali più vulnerabili alle terapie. Il progetto, finanziato nella sezione Giovani Ricercatori, vede la collaborazione della Struttura di Anatomia Patologica dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia e del Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche dell’Università di Firenze.

NEUPARK: medicina personalizzata nella malattia di Parkinson
Il progetto NEUPARK, coordinato dal dottor Francesco Cavallieri della Neurologia (PI) e dalla Dr.ssa Annachiara Arnone della Medicina Nucleare (Co-PI), riceve per Reggio Emilia 269.444 euro. Nella valutazione competitiva nazionale ha ottenuto il secondo miglior punteggio assoluto tra le centinaia di progetti presentati nell’ambito della sezione Giovani Ricercatori. Lo studio analizzerà il ruolo dei neurosteroidi, molecole prodotte dal sistema nervoso coinvolte nella regolazione dell’attività neuronale, della neuroinfiammazione e dei meccanismi di neuroprotezione. Lo studio coinvolgerà circa 400 partecipanti, tra persone con malattia di Parkinson, portatori di varianti del gene GBA1 e volontari senza patologie neurodegenerative. Integrando valutazione clinica, biomarcatori, genetica avanzata, neuroimaging, studi immunologici e modelli sperimentali basati su colture cellulari, il progetto punta a individuare indicatori della progressione della malattia e possibili bersagli terapeutici.Per l’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia sono coinvolti Neurologia, Medicina Nucleare, Laboratorio di Autoimmunità, Allergologia e Biotecnologie Innovative, Laboratorio Analisi del Movimento di Correggio e Neuroradiologia. Partecipano inoltre la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Il dosaggio dei neurosteroidi sarà eseguito presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

E-SMACK: valutazione dell’auto-prelievo nello screening cervicale
L’IRCCS di Reggio Emilia partecipa con un finanziamento di 49 mila euro al progetto E-SMACK, finanziato nella sezione Giovani Ricercatori e coordinato dall’Istituto Oncologico Veneto. Il dottor Francesco Venturelli, del Servizio Epidemiologia e Comunicazione del Rischio, guida l’unità reggiana. Lo studio valuterà metodi di auto-prelievo vaginale e urinario per l’identificazione del papillomavirus, con l’obiettivo di aumentare la partecipazione allo screening del tumore del collo dell’utero. L’Epidemiologia dell’IRCCS realizzerà una valutazione delle tecnologie sanitarie, esaminando accettabilità per donne e professionisti, sostenibilità economica e impatto organizzativo. I risultati contribuiranno alle raccomandazioni italiane per rendere lo screening più accessibile ed equo e ridurre incidenza e mortalità della malattia.

REBLOOMING-GCA: verso una biopsia liquida per l’arterite gigantocellulare
Il progetto, finanziato nella sezione Giovani Ricercatori e coordinato dall’Istituto Auxologico Italiano di Milano, assegna 200 mila euro alle attività di Reggio Emilia, condotte dalle dottoresse Chiara Marvisi e Martina Bonacini. La ricerca punta a identificare nel sangue marcatori capaci di riflettere i processi patologici presenti nei vasi sanguigni nell’arterite gigantocellulare, rara malattia autoimmune che può causare gravi complicanze, tra cui la perdita della vista. Analisi molecolari a singola cellula saranno eseguite in parallelo sulle cellule immunitarie del sangue e sui tessuti delle arterie temporali, per sviluppare un monitoraggio meno invasivo e individuare nuovi bersagli terapeutici. Partecipano la Struttura di Reumatologia e il Laboratorio di Autoimmunità, Allergologia e Biotecnologie Innovative.

Il bando Ricerca Finalizzata
La Ricerca Finalizzata del Ministero della Salute sostiene progetti selezionati attraverso una valutazione competitiva affidata a esperti. Qualità scientifica, fattibilità e solidità dei gruppi proponenti sono elementi centrali della selezione. I sei progetti finanziati sono ora in fase di avvio e saranno sviluppati attraverso reti di collaborazione clinica, diagnostica e traslazionale.

“Questo risultato straordinario dimostra la crescita dell’IRCCS di Reggio Emilia e la sua capacità di competere ai massimi livelli della ricerca nazionale – dichiara il professor Antonino Neri, Direttore scientifico dell’Azienda USL–IRCCS di Reggio Emilia – Il finanziamento di sei progetti, in ambiti diversi e con una forte presenza di giovani ricercatori, premia la qualità delle idee e la solidità dei gruppi. È stato inoltre importantissimo il sostegno degli uffici di supporto alla ricerca, e in particolare del Grant Office. Questo risultato – conclude – è un riconoscimento che rafforza la nostra responsabilità: trasformare le conoscenze scientifiche in percorsi diagnostici, strumenti di prevenzione e cure sempre più precise, accessibili e vicine ai bisogni dei pazienti”.