Non riuscendo ad accettare la fine del matrimonio e, ancor meno, il fatto che l’ex moglie avesse iniziato una nuova vita con un altro uomo, un 52enne di Reggiolo ha trasformato la quotidianità della coppia in un incubo costante. La sua ossessione si è manifestata attraverso pedinamenti assidui, insulti pubblici e minacce di morte che hanno creato un ambiente di pressione psicologica devastante, costringendo le vittime a cambiare drasticamente le loro abitudini: dal trasferimento in nuove residenze all’evitamento dei luoghi abituali, fino a dover fare la spesa in altre città per poter vivere in tranquillità.
L’intervento decisivo dei Carabinieri di Reggiolo, in collaborazione con la Procura di Reggio Emilia sotto la guida del Procuratore Calogero Gaetano Paci, ha posto fine a questa spirale di persecuzioni. Le prove raccolte hanno convinto il Giudice delle Indagini Preliminari a emettere un’ordinanza restrittiva che impedisce all’uomo di avvicinarsi a meno di 1.000 metri dalle vittime e dai luoghi da loro frequentati. Inoltre, gli è stato applicato un braccialetto elettronico per un monitoraggio remoto e gli è stato vietato qualunque contatto con loro.
Le indagini hanno rivelato un quadro di persecuzione sistematica da novembre 2025 ad agosto 2026, durante il quale l’uomo, già condannato in passato per maltrattamenti in famiglia, ha seguito la coppia attraverso i centri abitati di Novellara, Reggiolo e Guastalla. Episodi documentati parlano di pedinamenti in luoghi pubblici come tabaccai e supermercati, dove l’uomo si permetteva offese e gesti sconvenienti. Davanti a simili minacce, le vittime hanno dovuto cambiare supermercati abituali, talvolta spostandosi in altre province.
In più occasioni, il 52enne ha seguito il nuovo compagno della donna mentre percorreva la strada in bicicletta, lanciando insulti e minacce dal finestrino dell’auto con frasi come “non arrivi fino a Pasqua” e compiendo gesti intimidatori. Durante una festa cittadina a Reggiolo, ha provocato fisicamente l’uomo, cercando di avviare una rissa e continuando le minacce pubblicamente. Inoltre, ha sparso voci infondate sulla coppia nei bar e in paese, screditato la donna sul luogo di lavoro e raccolto informazioni sui loro spostamenti tramite terze persone.
La situazione culmina a luglio 2026 con una serie di ulteriori atti intimidatori, fino a quando il provvedimento cautelare attualmente in atto non ne ha fermato l’escalation. Le investigazioni proseguiranno per approfondire gli aspetti del caso, permettendo alla Procura di esaminare tutti gli elementi necessari per procedere con efficacia nelle vie legali.

