Da Sabato è possibile (con SPID o firma digitale) firmare online il Referendum abrogativo per depenalizzare la Cannabis in Italia promosso dall’associazione Luca Coscioni e aprire finalmente la strada alla legalizzazione come avviene già in molti paesi nel mondo.
In Italia oggi fare uso di cannabis non è reato, coltivarla o acquistarla invece sì. È un paradosso, è come se lo Stato lasciasse l’intero fenomeno alla criminalità organizzata.
A Reggio Emilia c’è un politico veterano delle battaglie per la legalizzazione, Dario De Lucia che invita tutti i reggiani a firmare: “Quello della coltivazione, vendita e consumo di cannabis è una delle questioni sociali più importanti e discusse nel nostro Paese: attraversa infatti la giustizia e il tema del sovraffollamento delle carceri, la salute pubblica, la sicurezza, la possibilità di impresa, la ricerca scientifica, le libertà individuali ma, soprattutto, la lotta alle mafie“.
“Legalizzare non significa promuovere il consumo ma renderlo consapevole e più sicuro, significa creare migliaia di nuovi posti di lavoro e portare nuovi introiti nelle casse dello Stato (7 miliardi di euro). La cannabis legale libererebbe i tribunali da processi inutili per piccole quantità e garantirebbe ai pazienti che la usano per alleviare i loro atroci dolori di non trovarsi mai più in un tribunale.
Poi c’è il tema dei malati che devono usare la cannabis per alleviare il dolore, tra i 6 milioni i consumatori in Italia alcuni sono pazienti che non hanno la possibilità di riceverla a scopo terapeutico, nonostante la regolare prescrizione e allo stato attuale delle cose hanno due scelte: finanziare il mercato criminale nelle piazze di spaccio o coltivare cannabis a casa. Anche se questa pratica che viene punita con fino a 6 anni di carcere. Il dibattito dunque non può più essere rimandato e deve essere affrontato con ogni strumento democratico, tanto più che molti paesi del mondo, come Canada, Germania o Israele, sono molto più avanti dell’Italia”.
“Se il Parlamento è immobile quindi è bene che la parola spetti direttamente ai cittadini, sono state raccolte oltre 50.000 firme già dal primo giorno, la raccolta continua online al sito www.referendumcannabis.it e sul territorio come consigliere comunale sarò ai banchetti in città per vidimare i moduli”.

