Pubblicati gli atti del Convegno di studi su don Alberto Altana

“Parlare ai piccoli e farsi dire da loro” con questo titolo le Edizioni San Lorenzo hanno, in queste settimane, dato alle stampe gli Atti del Convegno di studi promosso il 28 agosto 2021 ad Assisi dalla Comunità del Diaconato in Italia in occasione del centenario della nascita del carismatico sacerdote reggiano.

La pubblicazione – corredato da fotografie in bianco e nero –  reca la prefazione di Giovanna Bondavalli.

Segue del diacono permanente Giorgio De Benedittis l’introduzione alla tavola rotonda promossa a Santa Maria degli Angeli nella ricorrenza centenaria; il contributo di Fabrizio Fusari, diacono permanente, focalizza la realtà odierna della Comunità del diaconato in Italia; don Daniele Simonazzi, esponente di rilievo dell’Istituto dei Servi della Chiesa, delinea la figura di don Alberto “profeta in patria”.

Vittorio Cenini, già presidente diocesano di Azione Cattolica, scrive di diaconato e rinnovamento nel pensiero di don Altana, al cui fianco ha lavorato per tre decenni per “l’impianto del diaconato” in Italia.

Di Maria Leuratti, Serva della Chiesa, è la testimonianza su don Alberto  concernente “Chiesa famiglia di Dio”; infine Giulia Grossi ripercorre, attraverso documenti d’archivio, l’attività di don Altana e i primi passi del diaconato permanente. In appendice è pubblicata una testimonianza del giornalista Umberto Marchesini.

Nato a Reggio Emilia il 28 agosto 1921, profondamente legato a don Dino Torreggiani, del cui Istituto dei Servi della Chiesa Servi fece attiva parte e fu responsabile, don Altana venne ordinato sacerdote il 19 marzo 1949 dal vescovo Beniamino  Socche nella cappella del vescovado.

Fu il primo parroco (1963-1968) della parrocchia romana di San Gregorio Magno alla Magliana, affidata alla diocesi reggiana. Fondamentale è stato il suo apporto alla rinascita del diaconato permanente; tema che affrontò il 18 febbraio 1979 direttamente con Papa Giovanni Paolo II in occasione della sua visita alla Magliana. Intensi ei suoi interventi durante il Sinodo diocesano.

Don Altana si spense il 22 dicembre 1999. L’anno dopo sempre le Edizioni San Lorenzo pubblicarono una bella antologia di testimonianze dall’emblematico titolo “Il prete dalla mani bucate”, che riprende una definizione che diede il vescovo Beniamino Socche per indicare il radicale distacco che don Altana aveva dai beni terreni

Giuseppe Adriano Rossi