Il 13 settembre i Prefetti della Regione Emilia Romagna, i Rappresentanti dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e dei più importanti Istituti bancari presenti in regione hanno sottoscritto, presso la Prefettura di Bologna, il nuovo protocollo d’intesa per la prevenzione della criminalità in banca.

L’iniziativa, che fa seguito a quella sottoscritta il 16 giugno 2016, conferma il positivo contesto di collaborazione sviluppato tra le Prefetture, l’ABI, le Forze dell’Ordine e gli Istituti di Credito, per promuovere le attività di prevenzione e di contrasto delle rapine e dei furti ai danni delle sedi bancarie.

Tra le misure previste, viene favorito lo scambio di informazioni tra referenti degli Istituti di Credito e Forze di Polizia, vengono implementate le misure di sicurezza, anche in funzione della valutazione dei rischi riscontrati presso ogni singola sede, per corrispondere all’esigenza di proteggere le dipendenze bancarie, a tutela dei dipendenti e della clientela, consentendo l’operatività in condizioni ottimali.

In linea con l’accordo, la Prefettura di Reggio Emilia promuoverà Riunioni di Coordinamento delle Forze di Polizia o Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per l’esame di problematiche inerenti la sicurezza bancaria, anche a seguito di particolari criticità segnalate dalle Forze di Polizia, dalle parti del protocollo o dalle Organizzazioni sindacali di categoria.

Le Prefetture si avvarranno dell’OSSIF, che è un centro di ricerca dell’ABI di supporto alle Banche nella scelta delle più efficaci strategie anticrimine, tramite il quale potranno acquisire – tra l’altro – l’elenco e la localizzazione delle telecamere di videosorveglianza poste a protezione delle agenzie.

Nella considerazione che l’azione della criminalità contro le sedi delle banche evolve grazie alla potenzialità delle nuove tecnologie, con attacchi multivettoriali in cui vengono usate congiuntamente tecniche di violazione fisica, informatica e di social engieering, il protocollo integra le tecniche di difesa tradizionali contro gli attacchi di tipo “fisico” con altre misure utili contro gli attacchi di tipo “informatico”.

Il testo dell’accordo prevede che nelle Banche i sistemi di sicurezza a protezione degli apparati ATM siano portati da due a tre e che ciascuna sede debba dotarsi di almeno cinque misure di sicurezza, da prescegliersi, secondo esigenze locali, nell’ampio catalogo indicato dal protocollo.