Presentati ai reggiani i nuovi Chiostri di San Pietro. #Fotogallery inaugurazione

Un’inaugurazione che ha richiamato tanti cittadini, quella che si è svolta questa mattina. I Chiostri di San Pietro, complesso monumentale capolavoro del Cinquecento, sono stati presentati ai reggiani dopo un importante intervento di recupero e valorizzazione che li restituisce al tesoro dei luoghi pubblici di maggior interesse del centro storico di Reggio Emilia.

All’inaugurazione, oltre al Sindaco di Reggio Emilia, erano presenti le principali autorità istituzionali e religiose.

I due chiostri in cui si articola l’ex monastero benedettino ora saranno location per il pieno utilizzo finalizzato ad eventi, mostre e spettacoli.

I chiostri riaprono quindi non solo mettendo in mostra tutto il loro splendore e le proporzioni architettoniche stabilite da Giulio Romano che li caratterizzano, ma anche offrendo nuove funzioni e opportunità di socialità e innovazione a favore del territorio.

Il nuovo Laboratorio aperto urbano, costruito in sostituzione di un edificio di fabbricazione relativamente recente e incongruo rispetto al complesso (bassi servizi di vecchi casermaggi), diviene infatti sede di attività di sperimentazione e innovazione sociale e digitale a favore della comunità.


Da un lato quindi i Chiostri di San Pietro sviluppano la propria vocazione ad essere polo culturale-espositivo e attrattivo di rilievo internazionale, dall’altro con la nascita del Laboratorio urbano aperto si proiettano nella contemporaneità dando vita a un luogo di partecipazione e confronto tra gli attori dei territori, in una logica di innovazione allargata e diffusa, che comprende l’Innovazione sociale e digitale, la partecipazione e la creatività.

Il complesso del Convento benedettino dei Santi Pietro e Prospero, denominato comunemente Chiostri di San Pietro, è infatti sede consolidata di importanti manifestazioni artistiche e culturali di grande importanza per Reggio Emilia, quale il Festival Fotografia Europea. Dalla sua riapertura alcuni anni fa per iniziativa del Comune, l’antico complesso monastico si configura quale attrattore ad altissimo potenziale e con considerevoli margini di sviluppo, grazie all’ampia dotazione degli spazi e alla posizione nodale nel centro storico, all’interno della rete degli “attrattori” culturali della città: Palazzo dei Musei, Chiostri di San Domenico, Palazzo da Mosto, Palazzo Magnani (per ulteriori approfondimenti, leggi qui).

Nsr
(Foto a cura di Enrico Alessandro Rossi)

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