Duecento anni fa, il 28 giugno1878, nasceva a Reggio Emilia Angelo Secchi. Gesuita, fisico, astronomo, meteorologo, direttore per quasi trent’anni dell’Osservatorio del Collegio romano, dedica con passione le sue energie alla ricerca.
Apporta un contributo fondamentale alla nascita dell’astrofisica e allo sviluppo della moderna meteorologia, senza trascurare di applicare le proprie competenze scientifiche in compiti, progetti e soluzioni di pubblica utilità – è fra l’altro l’ideatore di quello che oggi si potrebbe definire oggi l’Allerta Meteo – in una visione della scienza al servizio del bene comune e del progresso.
Vissuto in un periodo di accesi contrasti tra Stato e Chiesa, rimane fedele a questa anche a scapito di una più luminosa carriera, senza tuttavia trovare mai contraddizione tra Fede e Scienza.
Una mostra, Tutti i colori delle stelle, al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia dal 20 ottobre prossimo al 3 febbraio 2019, è proposta per recuperare la memoria e sottolineare il valore dello scienziato, anche alla luce di recenti scoperte, che nei suoi studi pionieristici trovano le basi, ma anche per riscoprirne la genuina curiosità, l’entusiasmo e lo stupore, che per tutta la vita lo hanno spinto a indagare il cosmo.
Vari i temi trattati dal percorso espositivo di “Tutti i colori delle stelle. Padre Angelo Secchi e la nascita dell’astrofisica”, che si snoda nel Temporary Museum al terzo piano di Palazzo dei Musei, articolandosi in quattro diverse sezioni:1) La vita e le ricerche di Angelo Secchi; 2) Noi e lo spettro elettromagnetico; 3) Breve viaggio nell’Universo; 4) Laboratorio Spazio-Luce.
L’obiettivo è riconsegnare al pubblico di oggi la memoria di una figura di primo piano nella storia della ricerca astronomica, lanciando un ponte verso l’attualità della ricerca in campo astrofisico e fornendo spunti didattici per accostare in modo sperimentale le proprietà della luce e i principi della spettrografia, tecnica con cui Secchi aprì, per primo, la strada dell’astrofisica e tuttora imprescindibile strumento di conoscenza dell’Universo.
Nella mostra sono esposti libri e manoscritti provenienti dalla Biblioteca Panizzi, dall’Archivio del Comune di Reggio Emilia e da privati, disegni di Angelo Secchi e lo spettroscopio con cui studiò la corona solare dal Museo Astronomico copernicano di Roma, Istituto nazionale di Astrofisica, strumenti per la meteorologia e la topografia, libri e documenti dall’Istituto Secchi, modelli astronomici storici dal liceo Ariosto-Spallanzani, oltre ad oggetti delle collezioni museali, tra cui la prestigiosa medaglia d’oro conferita ad Angelo Secchi come Grand Prix all’Esposizione Universale del 1867 a Parigi per il suo Meteorografo.
LA CONFERENZA IANUGURALE – E’ previsto un evento inaugurale che si terrà sabato 20 ottobre presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia con il seguente programma:
ore 10.00: Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio, Viale Allegri, 9 – Conferenza inaugurale con interventi di:, Ileana Chinnici “Tra cielo e terra: l’avventura scientifica e umana di Angelo Secchi”; Paolo De Bernardis “Dalle stelle al cosmo intero: l’eredità di Secchi nella ricerca di oggi”
ore 12.00 Palazzo dei Musei, via Spallanzani, 1 – Inaugurazione della mostra “Tutti i colori delle stelle. Padre Angelo Secchi e la nascita dell’astrofisica”
I RELATORI
Ileana Chinnici. Ricercatore astronomo presso l’Osservatorio dell’Istituto nazionale di Astrofisica di Palermo, si è occupata di diversi fondi archivistici tra cui quelli di Pietro Tacchini e Angelo Secchi dei quali ha pubblicato il carteggio. Ha coordinato il progetto della mostra on-line “Starlight: la nascita dell’astrofisica in Italia” ed è curatrice della mostra “Tra terra e cielo. L’avventura scientifica di Angelo Secchi”. Dal 2008 è Adjoint scholar della Specola Vaticana. Sta attualmente lavorando alla biografia di padre Angelo Secchi.
Paolo De Bernardis. Docente di Astrofisica e Cosmologia Osservativa nella Università Sapienza di Roma. Accademico dei Lincei e membro dell’Accademia nazionale delle Scienze (detta dei XL), è stato coordinatore dell’esperimento Boomerang e co-investigator della missione Planck dell’ESA, dedicati alla realizzazione dell’immagine dell’Universo primordiale. I suoi campi di attività sono l’Astrofisica sperimentale e la Cosmologia, ed in particolare lo studio della Radiazione Cosmica di Fondo a microonde tramite esperimenti da pallone stratosferico.
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