Nasce in città il comitato “No-Pillon”. “Disegno legge-ingerenza dello Stato nella vita della gente”

Nel nuovo Spazio delle donne in viale 4 Novembre in città, donne appartenenti a diversi movimenti, associazioni, sindacati, istituzioni locali, partiti politici (Nondasola, Non Una Di Meno, Iniziativa Laica, CGIL, COBAS, Forum Donne Val D’Enza, Conferenza Permanente Donne Democratiche-Pd, Donne e Diritti – Sinistra Italiana, Potere al Popolo, ARCI, ARCI Gay Gioconda) hanno costituito il Comitato NO-PILLON.

Il Comitato NO-PILLON ritiene il disegno di legge a firma Pillon NON EMENDABILE e ne chiede il RITIRO IMMEDIATO E TOTALE.

“Tale disegno di legge -spiegano i soci del comitato-, frutto di un’onda montante di insofferenza ai diritti sociali e civili conquistati faticosamente in decenni di lotte per il contrasto al patriarcato e a favore dell’autodeterminazione, è del tutto inaccettabile per la sua filosofia di fondo.
È un arretramento per le libertà e i diritti civili di tutte e tutti e in particolare per le donne e i bambini. Limita la libertà individuale, limita l’accesso alla giustizia, viola norme costituzionali e numerose disposizioni della Convenzione di Istanbul, della CEDAW con le raccomandazioni allo Stato e la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo”.
“Propone una famiglia unica, ideale, astratta, una famiglia che è imposta come modello ad ogni coppia con figli che si separa”.
“Le coppie saranno obbligate a disciplinare ogni aspetto della propria vita secondo regole rigide e prefissate senza spazio all’autonomia e specificità individuale.
Impone un percorso lungo e complesso che moltiplica tempi e costi creando innumerevoli ostacoli affinché donne e uomini desistano dal separarsi o divorziare, ripristinando di fatto la indissolubilità del matrimonio.
Elimina l’assegno di mantenimento e incrementa il contenzioso tra i coniugi.
Tratta i figli come valigie da trasportare tra le case dei genitori, senza mettere in conto la loro stabilità psicologica, il loro benessere come persone in formazione e il concreto rischio che essi diventino, sempre più, armi da usare nella contesa tra i genitori.
È classista e sessista perché pretende di trattare in modo eguale soggetti diversi per condizioni personali, sociali ed economiche, violando in tal modo in radice l’art. 3 della Costituzione.
Non riconosce la violenza, ma ne impedisce l’emersione con strategie specifiche: donne e minori sono ricattati nel caso in cui esplicitino qualsiasi riferimento alla violenza.
Mette a rischio le donne che vogliono uscire da relazioni violente.
Costituisce una pesante ingerenza dello Stato nella scelta di vita delle persone.
Nei prossimi giorni il Comitato NO-PILLON, che rimarrà aperto ad altre adesioni e contributi, comunicherà le iniziative in programma, rivolte sia alle istituzioni che alle cittadine e ai cittadini di Reggio e provincia”.

 

PRIME/I ADERENTI AL COMITATO:

GIORDANA GALLI, CLARA LETICIA PINEIRO, CARLA MARIA RUFFINI, ANTONELLA FESTA, GIORGIO SALSI, BRUNA LOLLI, MILENA KOTZEVA, MARTINA VACCARI, NANDA BALDI, MARIA AMEDEA DONELLI, FRANCA ROMAGNANI, DONATO GABBI, BARBARA VIGILANTE, ELVIRA MEGLIOLI, FIORELLA GOBBI, LUCIA MANFREDI, SILVIA IOTTI, CARMEN MARINI, ADRIANA LUSVARGHI, ETELINA CARRI, PATRIZIA LUSOLI, ANNA CORBIA, ROSALBA PALERMO, IVETTE BALESTRAZZI, MARA ROSATI, DANILA FABBI, ANTONIETTA LEVO, ELENA TORELLI, DANIELE CATELLANI, FABIANA MONTANARI, BARBARA BERTANI, RAMONA CAMPARI, GIULIANA BERNHARDT, SIMONETTA SAMBIASE, GABRIELLA GIANFELICI, NATALIA MARAMOTTI