“L’urlo nel silenzio. Per una giusta tutela minorile a partire dalla famiglia”, era questo il titolo del “Salotto” di Italexit. L’iniziativa, alla quale hanno partecipato circa 70 persone, si è svolta ieri sera al ristoranti La Casa dei Bardi a Cavriago.
Il tema è stato trattato da esperti del settore. Dopo l’introduzione della coordinatrice provinciale di Italexit l’Avv. Erica Romani che ha sottolineato l’importanza del ruolo della famiglia nella società, è intervenuto il Dott. Enrico Papi, ex pedagogista che ha vissuto da vicino le problematiche degli affidi illeciti avvenuti a Bibbiano a seguito dei quali proprio oggi è stata emessa la Sentenza che ha visto la condanna del psicoterapeuta Foti a 4 anni e 17 rinvii a giudizio, fra cui il Sindaco di Bibbiano Andrea Carletti.

“Si è sempre parlato di “casi”, ma sono nomi -Fabio, Davide, Francesca…- con una propria storia”, ha evidenziato Papi. “Quando vengono strappati dei bambini ai genitori, il dolore del distacco diventa poi patologia psicologia: in quel momento, in quelle urla distruggi un nucleo famigliare e quel bambino si porterò quel trauma per tutta la vita”.
Don Fortunato di Noto, fondatore dell’Associazione Meter e noto per la sua lotta contro la pedofilia e la tutela dell’infanzia in Italia e nel mondo parroco ad Avola, ha trasmesso il messaggio ai presenti in un video: “Troppi bambini sono stati sottratti ai genitori dallo Stato: il sistema deve essere riformato”. “Che sia chiaro -ha specificato Di Noto- il mio appello non è contro gli affidi, l’affido è anzi un atto d’amore ed è giusto che il bambino venga messo in sicurezza come nei casi di abuso che in Italia sono 18 milioni. Nel riformare il sistema va limitato il potere dei magistrati dando più spazio alle famiglie”.
A proposito di abuso, l’Avvocato familiarista modenese Gianni Casale ha evidenziato come l’abuso non sia solo quello sessuale, ma anche quello dell’allontanamento dei genitori, l’abuso quindi “di chi strappa”. Una soluzione? Sembra ironica, ma è realtà: “Per tutelarsi la cosa migliore è quella di stare lontano dal sistema”.
Un altro aspetto sottolineato da Casale è il fatto di doversi “inventare” una tutela ogni volta diversa a seconda del territorio: “C’è sempre l’incognita dei magistrati, dei consulenti e degli avvocati che trattano i casi in modo differente. Da non sottovalutare poi il fatto che a volte ci si trova dinnanzi a Magistrati che devono esprimere un giudizio su quanto avvenuto in una famiglia, mentre fino alla settimana prima decidevano di fallimenti”.
Dopo l’Avv. Casale sono intervenuti la Dott.ssa Marica Malaguti (Psicologa forense), Dott. Paolo Penni (Economista sociale).


