Marco, ragazzo con sindrome di down, volontario dei Carabinieri: “Quando sono in divisa, sono uguale agli altri”

Lodevole l’iniziativa della A.N.C. (Associazione Nazionale Carabinieri) sezione di Rubiera (R.E.), che tramite il loro Presidente Domenico Morgese ed il segretario Alfio Testa, hanno voluto l’inclusione nell’associazione di Marco Corone, ragazzo di 21 anni di Rubiera, con sindrome di down.

Faceva già parte il padre di Marco dell’A.N.C., e spesso lo portava a momenti di riunioni e convivialità con gli altri volontari. Marco chiedeva spesso al padre perché non potesse partecipare al servizio attivo come volontario. Grazie alle riunioni mensili, dove il ragazzo poteva partecipare, ha messo in mostra tutto il suo carattere esuberante e lo spiccato interesse per la divisa, fino a quando proprio i responsabili dell’associazione hanno chiesto al padre se era possibile includerlo.

«Non credevo alle mie orecchie: non ho mai osato chiedere e ancora meno mi sarei aspettato questa richiesta» , sono le parole misto d’orgoglio e commozione di Maurizio Corone, padre di Marco. Ad avvallare la richiesta si è prestato anche l’Ispettore Regionale dell’Emilia Romagna, Gen. Claudio Rosignoli, il comandante della stazione dei CC di Rubiera, Gabriele Mastroianni, il Sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro e i consiglieri dell’associazione, «Ai quali» , continua Maurizio Corone, «vanno i miei più sentiti ringraziamenti per non aver inserto o integrato, ma incluso mio figlio in un chiaro ruolo per la società» .

Anche il protagonista della vicenda ha voluto dire la sua:
«Marco, perché ti piace essere un volontario dei Carabinieri?
Perché quando esco in servizio aiuto le persone, le difendo dai malintenzionati che vogliono rubare»
«E come ti senti con la divisa?
Bene! Perché mi sento uguale a tutti gli altri»
«E con i tuoi nuovi ‘colleghi’?
Con loro ho trovato degli amici che mi vogliono bene e posso uscire senza annoiarmi in casa»

Marco Corone

«Descrivere ciò che provo non è facile» , continua il padre di Marco, «non tanto per l’orgoglio di padre, ma perché sento che Marco possa avere aperto una strada a tutti quei ragazzi che come loro faticano ad integrarsi, vorrei fare un appello a tutte le famiglie come noi di cercare di andare in questa direzione, di cercare strade per far vivere ai loro figli in pieno la società in cui vivono».

Marco Corone ha fatto il suo primo servizio all’evento ‘40° Caretera ed Rubera’, sinceramente intenzionato a farne tanti altri. Grazie a Marco, grazie ai volontari dell’A.N.C., agli ufficiali dei CC, al Sindaco di Rubiera e alla famiglia di Marco, per averci regalato questa storia.

Marco Sala