Lotta al Coronavirus, ecco il Primo Tricolore speciale, fatto a mano, che sarà donato agli operatori della sanità reggiana

“Nella fase più drammatica e impegnativa per la vita della nostra città e dei nostri concittadini ci siamo spesso interrogate su come poter portare il nostro personale contributo a supporto dell’emergenza. Come tante altre realtà, sentiamo un forte radicamento con gli spazi e la storia di Reggio Emilia e guardiamo al nostro lavoro con crescente responsabilità civica. Venendo a conoscenza della volontà dell’Amministrazione di donare il Primo Tricolore all’Ospedale Santa Maria Nuova, come segno di unità e vicinanza tra gli enti della città, ci siamo proposte per realizzarlo con le nostre capacità e competenze artigiane”.
Sono parole delle artigiane specialiste del laboratorio Rt-Restauro tessile di Albinea, di fama nazionale, che hanno ormai terminato la realizzazione del Primo Tricolore “speciale”, tessuto e ricamato a mano, che sarà consegnato all’Ausl di Reggio Emilia come ringraziamento al mondo sanitario impegnato con tutte le sue competenze e forze nel salvare vite e prendersi cura – umana oltre che sanitaria e clinica – di tante persone, nell’emergenza Coronavirus.

L’idea di consegnare il prezioso riconoscimento al personale medico-sanitario era stata espressa dal sindaco Luca Vecchi nel corso della visita al Santa Maria Nuova, insieme con rappresentanti della Protezione civile, lo scorso 9 aprile, proprio per rendere omaggio “a tutto il personale sanitario, alle donne e agli uomini che in queste settimane sono stati in prima linea nella lotta al Coronavirus: un segno di riconoscenza storico e permanente per tutto quello che è stato fatto per la nostra comunità”, aveva detto il sindaco in quella occasione.
Il Consiglio comunale, lo scorso 15 giugno, aveva approvato all’unanimità una mozione unitaria, firmata da tutti i 32 consiglieri, con la quale il Comune formalizzava l’impegno a consegnare il Primo Tricolore al personale medico e sanitario reggiano, quale massimo segno di riconoscenza della città.

A partire da questo impegno solenne, le artigiane del laboratorio Restauro tessile hanno deciso di dare il loro contributo, offrendosi di realizzare volontariamente e a titolo gratuito una copia preziosa e unica della prima bandiera italiana, che sarà consegnata all’Ausl ed esposta in uno spazio pubblico all’interno dell’Arcispedale.
In questi giorni il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori, insieme con alcuni consiglieri, ha fatto una visita istituzionale al laboratorio di Restauro tessile, trovando e ammirando la splendida opera ormai compiuta.

“Voglio esprimere, a nome di tutto il Consiglio comunale, un ringraziamento speciale a queste artigiane – ha detto il presidente Matteo Iori – Il loro prezioso lavoro contribuirà a rendere ancora più importante e denso di significato questo Primo Tricolore, dedicato al personale sanitario reggiano e all’altrettanto prezioso lavoro svolto in questi mesi di pandemia. Grazie a questa visita, abbiamo conosciuto una realtà importante e affascinante del nostro territorio, incontrando persone di grande competenza, che in certo senso rappresentano tutti i cittadini: mettendo cioè a disposizione la loro professionalità, esse ringraziano le istituzioni e la sanità per aver fronteggiato l’emergenza Covid, all’altezza di una situazione inimmaginabile. Esse sono simbolo di quella disponibilità e capacità di fare insieme, che da sempre caratterizza i reggiani e il loro modo di affrontare anche le criticità più drammatiche”.

ASPETTI E VALORE FILOLOGICO DI UN PRIMO TRICOLORE SPECIALE – “Prendendoci cura del patrimonio tessile del nostro territorio conosciamo profondamente il valore di questi oggetti come testimonianza e simbolo di ciò che è stato e di ciò che sarà nel tempo – spiegano le restauratrici – Per questi motivi abbiamo realizzato la Bandiera Tricolore per l’Ospedale Santa Maria di Reggio Emilia mettendo in campo l’esperienza nella ricerca di materiali e modalità di confezione, che ne rispettassero gli aspetti storici.
“Le tele di seta appositamente tinte sono frutto di una ricerca sui colori del Risorgimento, che si è avvalsa dell’archivio di tonalità già impiegate per il restauro dei cimeli del Museo del Tricolore. Si è cercato quindi un tono di verde, bianco e rosso che avesse un aspetto naturale e non artificioso. Il ricamo eseguito manualmente è stato riprodotto rispettando il disegno originale della Bandiera Cisalpina-Primo Tricolore.
“La finitura su tre lati con una frangia d’epoca in metallo dorato – concludono – dona al manufatto un aspetto di preziosità che ben si addice al valore intrinseco di questo oggetto”.

IL LABORATORIO E I BENI CULTURALI NAZIONALI E REGGIANI – Tra i principali committenti del laboratorio, oltre a diversi collezionisti privati, figurano l’Istituto Beni artistici culturali naturali dell’Emilia-Romagna, le Sovrintendenze per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici, i Musei Civici, i Musei Diocesani, i Musei del costume e del Risorgimento in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.
Il laboratorio collabora da ormai 30 anni con le Istituzioni culturali reggiane, in primo luogo con i Musei Civici, occupandosi ad esempio del restauro e riallestimento del Museo del Tricolore e della Galleria Parmeggiani. Nel 2016 ha fatto parte del gruppo di imprese che hanno restaurato e recuperato alle sue funzioni il Sipario Govi del Teatro Ariosto.

R.T. Restauro Tessile contribuisce dal 2000 alla redazione dell’Inventario dei beni Ecclesiastici della Diocesi ed ha collaborato con il restauro di alcuni paramenti ecclesiastici alle recenti manifestazioni per i 400 anni della Madonna della Ghiara.

nsr