Provenienti da Milano, teatro della prima orrenda strage fascista a Piazza Fontana, le Staffette della Memoria ogni 1° agosto raggiungono Reggio, dirette a Bologna il giorno successivo, in occasione dell’anniversario della strage fascista alla stazione il 2 agosto 1980.
Ed ogni anno di fronte al monumento per i caduti della Resistenza reggiana, si celebra l’arrivo dei podisti e fino a pochi anni fa, erano proprio i partigiani ad accogliere le staffette. In questa foto ci sono loro, Paolino Borciani a sinistra con la bandiera dell’Anpi, anche se Paolino per età anagrafica non lo fu del tutto. Al centro, accanto alla bandiera, con gli occhiali da sole ed il cappellino, Renato Vacondio “Bergonzi”, alla sua sinistra, dopo il medagliere, con la camicia rosa Francesco Bertacchini “Volpe” ed a sua volta, alla sua sinistra, Bruno Menozzi.
Sono sempre stati loro a tenere viva la memoria della strage fascista in città, anche oggi senza più loro, non si è perso l’importante momento per sostanziare la storia del nostro paese, di un evento tragico, la più efferata strage in tempo di pace dell’Italia repubblicana, quando, in ragione dell’anticomunismo, lo Stato complicemente ha lasciato mano libera ai fascisti per compiere la loro guerra ai civili. Dopo 41 anni mancano i mandanti politici e l’ultimo esecutore della strage. I nostri partigiani non sono morti per un paese come questo, perché come disse con grande lungimiranza Pietro Secchia in un celebre discorso al Senato il 28 ottobre 1954:
“Il programma della Resistenza fu la conquista della pace, della libertà e della indipendenza dell’Italia. L’adesione al Patto Atlantico è una rinuncia all’indipendenza nazionale ed è un tradimento della Resistenza”. Così è Stato.
Alessandro Fontanesi

