Quanto conta la digitalizzazione nel modo di fare impresa e quanto è importante anche dal punto di vista delle piccole attività locali? La risposta è scontata. Possiamo anche azzardare nell’affermare con assoluta certezza che, al giorno d’oggi, è imprescindibile.
Chi non si adatta al cambiamento e non abbraccia l’innovazione è, in tempi neanche troppo lunghi, destinato a soccombere. Al contrario, chi si è adeguato, con estrema lungimiranza, già da diversi anni, oggi gode dei frutti del proprio operato. Un esempio, in questo senso, è rappresentato dall’azienda locale Emilia Food Lover, che sfruttando gli strumenti della digitalizzazione è riuscita a farsi conoscere nel mondo grazie al suo e-commerce di prodotti tipici emiliani. Per farlo si è ovviamente affidata a un’agenzia di marketing e, quindi, ad esperti nel settore del business online che, sfruttando tutti gli strumenti necessari – dalla SEO ai social network, passando per le varie forme di pubblicità su internet – ha contribuito a rendere noto il marchio e aumentare l’esportazione dei prodotti sia in Europa che negli Stati Uniti.
Ma gli esempi sono innumerevoli e toccano diversi settori: pensiamo all’e-commerce Emilia Romagna Shopping, con all’interno i brand e i negozi di abbigliamento disseminati in tutta la Regione; oppure lo shop online Terra d’Emilia, con prodotti artigianali e gadget legati al territorio; non mancano inoltre gioiellerie, alimentari, piccole imprese artigiane e tantissime altre categorie. Non a caso Unindustria Reggio Emilia ha fondato il cosiddetto Distretto Digitale: un progetto finalizzato ad accompagnare le imprese verso la trasformazione tecnologica, tra educazione e innovazione.

Alla luce di quanto detto finora, la domanda è lecita: conviene al giorno d’oggi mantenere in piedi un’attività fisica o andremo verso la graduale, lenta, ma inevitabile digitalizzazione di tutti i settori? Dare una risposta significa, ovviamente, fare previsioni azzardate sul futuro che, per definizione, non esiste e non si può conoscere. Quello che sappiamo è come negli ultimi anni, e in maniera anche più rapida di quanto forse ci si aspettasse, l’innovazione tecnologica abbia cambiato in maniera significativa il modo di fare impresa per molte categorie commerciali, e non solo, e abbia anche messo in evidenza le difficoltà di chi non riesce a stare al passo con i cambiamenti. Dal food all’abbigliamento, dai conti bancari alla cultura, dal lavoro all’intrattenimento, passando per la scuola: il cibo si ordina, infatti, sempre più spesso attraverso le app; per i vestiti e le scarpe sono nati e-commerce diventati colossi del loro settore; i conti correnti online spopolano e sempre meno persone si recano negli sportelli delle filiali per svolgere operazioni, senza contare la diffusione di sistemi di pagamento digitali che non richiedono neppure le carte; le librerie chiudono, soprattutto quelle indipendenti, perché è più comodo ricevere il prodotto a casa con il corriere.
Persino le passioni ludiche si svolgono ormai perlopiù in rete: per gli scacchi esistono siti e app che consentono di giocare con avversari in tutto il mondo, rendendo quindi non necessario iscriversi a un club; le piattaforme online di casino hanno permesso di accedere ad una sala da gioco virtuale per dilettarsi con le carte, le slot e numerosi passatempi. E che dire del lavoro e della scuola, sempre più fagocitati dallo smart working e dalla cosiddetta DAD (didattica a distanza): le aziende hanno compreso che costa meno tenere i dipendenti a casa (parliamo ovviamente di quelle che possono operare tramite personal computer e connessione ad internet) e la scuola si è resa conto che può gestire le lezioni e, soprattutto le riunioni o i vari consigli, anche attraverso piattaforme come Zoom e Google Meet.
Ma tornando alla realtà emiliana, lo stretto legame tra digitale ed export e, in particolare, la diretta conseguenza nell’aumento delle vendite, è talmente assodato da portare sia la Regione che la Camera di Commercio a stanziare oltre due milioni di euro per le imprese locali nell’ambito del bando “Digital Export-anno 2022”. I contributi, a fondo perduto, andranno a sostegno dell’internazionalizzazione, con lo scopo di aumentare le vendite soprattutto nel mercato estero. Un’occasione davvero unica per chi desidera portare la propria impresa su un altro livello, ma non ha i mezzi sufficienti per riuscirci.


