L’allarme di SGB: “Troppi contagi Covid sul lavoro. Dati preoccupanti anche a Reggio Emilia”

Lo scorso 23 novembre, l’INAIL ha diffuso i dati sulle denunce di infortunio da COVID19 in ambito lavorativo rilevate al 31 ottobre 2020.
Purtroppo emerge in assoluto una situazione oltremodo inquietante e per la rilevazione al 30 novembre 2020 l’istituto già si aspetta una significativa recrudescenza del fenomeno.
A livello nazionale da inizio pandemia vi sono state 66781 denunce di infortunio da COVID19 di cui 332 con esito mortale. Nel solo mese di ottobre vi sono state circa 12mila denunce in più (un notevole incremento se paragonato al mese di settembre in cui i casi si erano attestati a circa 1700) di cui 13 con esito mortale.
In ambito regionale, da inizio pandemia, le denunce di infortunio da COVID19 sono state 6197 di cui 31 con esito mortale. Nel mese di ottobre vi sono state 557 denunce in più e non si è registrato nessun nuovo decesso.
Si evidenzia che la regione Emilia-Romagna è terza (dietro solo a Lombardia e Piemonte) per numero di casi e seconda (dietro alla Lombardia) per numero di decessi.
Nella provincia di Reggio Emilia, da inizio pandemia, sono state registrate 959 denunce di infortunio da COVID19 e 1 decesso. Nel mese di ottobre vi sono state 60 denunce in più e nessun nuovo decesso.
Reggio Emilia è seconda in regione per numero di casi dietro solo alla provincia di Bologna.
Il settore lavorativo maggiormente colpito risulta essere quello della sanità e dell’assistenza sociale che da solo copre, a livello nazionale, il 69,8% delle denunce e il 21,6% dei decessi.
La situazione nazionale si rispecchia anche in ambito regionale dove il settore sanità e assistenza sociale registra l’83,3% di casi denunciati e il 25% dei decessi.
In ambito regionale un altro settore lavorativo che spicca per numero di denunce, con il 7,2% dei casi, è quello dei servizi alle imprese e, in particolare, il lavoro interinale (principalmente di natura sanitaria o assistenziale) e l’attività di pulizia e disinfestazione.
Purtroppo le previsioni per la rilevazione in merito al mese di novembre sono drammaticamente negative. Basti pensare che, nella regione Emilia Romagna, per il solo settore sanitario si prevedono oltre 2mila casi, di cui circa 250 a Reggio Emilia.
Insomma nell’ambiente lavorativo vi sono troppi casi, senza contare quelli che non vengono denunciati dalle lavoratrici e dai lavoratori per timore di ripercussioni da parte datoriale o quelli che cadono nel lavoro nero o grigio.
Un quadro di contagi ormai fuori controllo causato senza ombra di dubbio dalle logiche del profitto e dagli interessi datoriali, da sempre incompatibili per la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche da una serie di protocolli superficiali e misure messe in campo che si sono mostrate inefficienti e inefficaci nel fronteggiare e contenere i contagi da SARS-CoV-2.
Come SGB rilanciamo la necessità di effettuare uno screening diffuso in ambiente lavorativo con tamponi rapidi antigenici gratuiti per tutte le lavoratrici e il lavoratori e di attuare tutte le azioni di prevenzione (thermoscan, distanziamento, riorganizzazione degli spazi di lavoro, sanificazione, etc.) a tutela della loro salute.

SGB (Sindacato Generale di Base Reggio Emilia)