Ladri tentano di rubare a casa dei genitori dell’On. Fiorini. La lettera aperta al sindaco Vecchi

On. Benedetta Fiorini

Egregio signor Sindaco Vecchi, 

Le scrivo questa lettera pubblica perché sono anni che denuncio il problema della sicurezza nella nostra città, e sono anni che le chiedo di smetterla di far finta di nulla. Reggio è cambiata, e non è più sicura. 
Le scrivo come cittadina di Reggio prima di tutto, e poi come parlamentare.  

Quante volte abbiamo portato la testimonianza di fatti violenti nella nostra città? Infinite… La scorsa notte e’ toccato alla mia famiglia, vittima di un tentato furto. Una banda di 3 uomini stavano entrando nell’abitazione dei miei genitori, dopo avere forzato un ingresso, alle 22 di venerdí sera, in un quartiere residenziale.
Appelli le arrivano da più fronti e restano inascoltati, oppure lei li esaurisce con interventi assolutamente superficiali, come se la colpa fosse dei reggiani che subiscono violenze di vario tipo e non di chi delinque. 

Questa volta mi sono imbattuta personalmente nella delinquenza che regna nella nostra città, il tentato furto è toccato a me, ai miei famigliari e fortunatamente è andato tutto bene. Sa perchè? perchè un vicino o un passante, ad oggi a me sconosciuto e che ringrazio infinitamente, si è accorto che i ladri stavano entrando in casa dei miei genitori e ha avuto il coraggio di fermarsi, di dare l’allarme per impedire loro di entrare, e chiedere aiuto alle forze dell’ordine rischiando di essere aggredito lui stesso.
I banditi hanno lanciato degli oggetti contro questa persona perchè tacesse. Hanno tentato di intimidirlo. Se non ci fosse stato questo passante con il suo coraggio e soprattutto il pronto intervento delle forze dell’ordine, forse oggi racconteremmo un’altra storia. 

Come lo hanno subito i miei genitori questo tentativo di aggressione di estranei in casa, lo subiscono ogni giorno molti altri cittadini. Non se ne può più. 

Ringrazio infinitamente carabinieri e polizia per essere immediatamente intervenuti, rischiando la loro vita, e per avere dato, con la consueta professionalità e attenzione, aiuto e supporto ai miei anziani genitori.
Li ringrazio a nome di tutti per il loro quotidiano impegno, lavoro, al servizio di tutti noi rischiando la loro vita. 

Era chiaro ciò che quei tre volevano fare, pur sapendo che i miei genitori erano dentro casa. Per fortuna c’e’ chi ha avuto quel coraggio che manca a lei e alla sua giunta per contrastare con misure determinate e drastiche il crimine a Reggio. 

Sindaco, via la maschera che tutti i giorni indossa, basta con il finto buonismo: Reggio e i reggiani hanno bisogno di azioni concrete e non di spot autoreferenziali! 
Lei amministra una città, che oggi più che mai ha bisogno di risposte, subito!
Ed ora, sindaco Vecchi le chiedo questo: se fossi entrata io in casa dei miei genitori contemporaneamente ai ladri cosa avrei dovuto fare? Secondo lei, avrei dovuto tirargli addosso un “tavolo da ping pong” come quelli che volete mettere in via Turri per contrastare il degrado, oppure avrei dovuto invitarli a giocare una partita a basket per istruirli alla civiltà e alle regole del vivere comune?

A quei tre energumeni che pensavano di poter far “visita” ai miei genitori mentre loro erano in casa, che cosa dovevo dire?

Ora le parlo come parlamentare e le chiedo formalmente di nuovo, per l’ennesima volta, di istituire quel tavolo di confronto sulla sicurezza aperto a tutte le forze politiche con puntuali aggiornamenti agli onorevoli, deputati e senatori, di Reggio Emilia. Perché lei amministra la città, ma il bene comune è di tutti!
Sono ormai troppe, troppe le segnalazioni e gli eventi che stanno modificando anche la nostra quotidianità inquinando la vita di tutti i giorni di cittadini operosi come i reggiani, che hanno costruito la loro forza sul lavoro onesto e il quotidiano rispetto delle regole. 

Le avevo già proposto questo tavolo appena arrivata in Parlamento, ma lei non ha mai ritenuto che ci fosse la necessità. Ora le rinnovo la richiesta augurandomi che ancora una volta lei non faccia il finto sordo, e di trovarla almeno sensibile per una volta al problema di tutti.

On. Benedetta Fiorini (Forza Italia)