“L’Acero morente del Mc Donald’s di Baragalla”, di Ugo Pellini

Se non si interviene ha probabilmente il destino segnato lo storico Acero campestre “maltrattato” nel settembre del 2016, ai tempi della costruzione del contestato Mc Donald’s di Baragalla. I lavori del cantiere non avevano rispettato questo albero a cui erano state tagliate parte delle radici.

Il Comitato No Mc Donald’s aveva allora vivacemente protestato; era stata presentata un’interrogazione in Comune da Lucia Lusenti di Sel e dopo un controllo delle Guardie ecologiche di Legambiente e del Consorzio Fitosanitario, l’Assessore al verde del Comune di Reggio Emilia, Mirko Tutino, aveva sanzionato la ditta che aveva eseguito i lavori, per una accertata violazione del Regolamento del Verde comunale.

A distanza di quasi tre anni da questo intervento: ”con l’esecuzione di lavori di scavo tramite mezzi meccanici, con abbassamento del terreno di circa 80 cm. dal colletto e con conseguente strappo delle radici”, come si leggeva nel verbale di Legambiente, le conseguenze sono ben evidenti. Ora l’Acero campestre non è certamente nelle migliori condizioni di salute; buona parte dei rami si sono seccati ed ha perso oltre la metà delle sue foglie.

Visto il suo valore e l’importanza credo che questo Acero meriti di essere salvato. Un qualificato tecnico del settore si è già offerto, se Mc Donald’s si accolla le spese di accantieramento, di eseguire una potatura a regola d’arte (nel periodo invernale e con tecniche corrette) in modo da consentire a questa pianta di sopravvivere e continuare a fornire ossigeno e ombra al quartiere.

Ugo Pellini, membro Consulta Verde
(Nelle foto: l’Acero attualmente; al momento del cantiere, il taglio delle radici)