“La comunicazione di Super Mario e il coprifuoco”. Di Gianluca Tortora (FdI)

Dopo alcuni mesi dall’insediamento del Presidente Draghi, da tutti atteso come l’uomo dei miracoli rispetto ai suoi predecessori, connotati da modesta fama, nulla è cambiato. O meglio, come Paese abbiamo dimostrato che è necessario un super eroe per affrontare le crisi ed il presente, nel caso specifico Super Mario.
Per il resto il Governo dei migliori registra una sorta di spartizione di pseudopoteri, per altro ridimensionati sotto il profilo mediatico dei suoi componenti, senza che sia mutato il giudizio sugli italiani, considerati sempre degli indisciplinati, e l’approccio nel risolvere i problemi.

Provo a fare qualche riflessione in ordine a tali affermazioni. L’avvento di Mario Draghi avrebbe dovuto assicurare la vaccinazione degli italiani e la rapida approvazione (possibilmente con metodi democratici e condivisi) del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
Al 25 aprile, ricorrenza sempre molto sofferta per il nostro Paese, si registrano ancora over 70 non vaccinati, sebbene siano apprezzabili gli sforzi compiuti; il PNRR che non è ancora definito. Perché?
Semplice: come molti osservatori hanno scritto per assenza di classe politica.

Ebbene sì, la Politica con la “P” maiuscola non batte un colpo da tempo, così si va alla ricerca disperata di soluzioni tattiche (la negazione della visione di cui la Politica è portatrice) per soddisfare gli appetiti di molti senza accontentare nessuno.
L’ennesima dimostrazione di questo assunto è stato l’atteso decreto riaperture fondato, secondo slogan ed anticipazioni, su basi scientifiche: si è da subito potuto verificare che sia di riaperture che di basi scientifiche ci sia ben poco.
L’italiano medio, infatti, è in grado di comprendere da solo che se il contagio è in calo, le terapie intensive e gli ospedali registrano un trend decrescente, i protocolli sono stati sottoscritti, i dispositivi di protezione individuale o le distanze rispettate ed i vaccini sono in progressiva somministrazione: a cosa occorre il persistere del “coprifuoco”?
Quali le basi scientifiche che lo richiederebbero legittimandone l’efficacia?

Torna qui d’attualità l’adagio pronunciato da Draghi all’esito del CDM di insediamento del Governo: “se non abbiamo fatto nulla non comunichiamo nulla”.
Mi sovviene il dubbio che, per non voler ascoltare l’opposizione, che da tempo ormai invoca e propone misure dettate da buon senso misurabile piuttosto che su basi scientifiche indimostrabili, il Governo abbia inteso ribadire quella fermezza che in realtà denota tutto il suo fragile e precario equilibrio non adottando provvedimenti di ripartenza.
Si attendeva discontinuità rispetto al Governo Conte, tutti sono in trepidante attesa.

Dimenticavo: ed il PNRR? Il Governo riferisce che lo stanno affinando: ma non avrebbero dovuto già averlo ultimato?
Quando mancano le idee tutto è più complicato: ecco perché è preferibile il coprifuoco.

Gianluca Tortora, Presidente del Circolo Culturale “G. Gentile” Fratelli d’Italia