È avvenuta ieri, mercoledì 16 febbraio 2022, presso la Prefettura di Reggio Emilia, l’inaugurazione del Tavolo per il dialogo interreligioso che muoverà i propri passi in seno al Consiglio Territoriale per l’Immigrazione.
Oltre al Prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, il Tavolo ha riunito fisicamente intorno a sé, come rappresentanti degli enti locali, il Sindaco della città, Luca Vecchi, l’ Assessore con delega al Welfare, Sanità, Lavoro, Immigrazione e Bilancio del Comune di Reggio Emilia, Daniele Marchi, il Consigliere della Provincia, Erica Spadaccini, il Presidente dell’Unione Bassa Reggiana e Sindaco del Comune di Guastalla, Camilla Verona, il Presidente dell’Unione Colline Matildiche con delega ai Sistemi Informativi – Politiche Sociali e Famiglia, Stefano Vescovi, il Presidente dell’Unione Terra di mezzo e Sindaco del Comune di Bagnolo in Piano, Gianluca Paoli, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Rubiera, Unione Tresinaro Secchia, Chiara Albanese, il Presidente dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza, Sindaco di Gattatico, Luca Ronzoni, e, infine, il Sindaco di Campegine, Giuseppe Artioli. Si sono seduti al Tavolo, inoltre, i rappresentanti della Polizia di Stato e del Comando Provinciale dei Carabinieri.
Svolgendo un ruolo di mediazione ed interpretazione di tendenze, esigenze e fermenti della realtà locale, la Prefettura ha deciso di convocare, oltre alle Istituzioni cittadine e provinciali, le comunità di origine straniera afferenti ai luoghi di culto, “le comunità educanti con i piedi appoggiati sul terreno”, secondo le parole del Direttore di Mondinsieme, Ivan Mario Cipressi.
Nello specifico, sono stati coinvolti e ascoltati: 8 referenti della comunità islamica reggiana e provinciale, 3 delle chiese evangeliche-protestanti, 2 della chiesa ortodossa, 2 della confessione induista, 2 della comunità Tamil, 2 di associazioni buddiste, 2 referenti Sikh, 1 rappresentante della chiesa cattolica e, infine, 1 portavoce della comunità Bahà’i.
Il fine del Tavolo così costituito è valorizzare, attraverso la sua istituzionalizzazione, il contributo che le associazioni religiose e le comunità della diaspora possono offrire al territorio e ai giovani che in esso abitano. In particolare, il primo incontro tra autorità pubbliche e rappresentanti delle diverse confessioni è stato incentrato sulla riflessione afferente i temi della coesione sociale, della prevenzione del conflitto, della disparità e della marginalità sociale di migranti e soprattutto dei giovani.
Il Tavolo è stato immaginato e realizzato grazie al progetto SICCS “Strategie Interculturali per Costruire Coesione Sociale”, promosso dalla Prefettura, in partenariato con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, il Centro Interculturale Mondinsieme e la Fondazione E35, e finanziato nell’ambito del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020 (FAMI), uno strumento dell’Unione Europea istituito per affrontare in maniera integrata i diversi aspetti del fenomeno migratorio.
L’obiettivo è costruire una rete di dialogo capace di affrontare e immaginare la tanto complessa quanto fondamentale sfida dell’integrazione dei migranti, specie quelli di seconda generazione, che saranno chiamati ad esercitare i diritti e i doveri dei cittadini di domani.
Nei loro interventi, diverse sono state le problematiche e le sensibilità emerse e poste all’attenzione delle Istituzioni da parte dei referenti delle comunità religiose sedute al Tavolo: in primis, il tema del dialogo e dell’incontro con il diverso/il nuovo in arrivo; in secondo luogo, il tema della correzione e del recupero dei comportamenti giovanili devianti; poi, la questione delle discriminazioni, a scuola come nel mondo del lavoro; della cultura e della sua trasmissione; del bisogno di spazi fisici di aggregazione; della formazione interculturale e comunicativa per educatori/formatori ed autorità del territorio.
“Ogni comune della provincia – ha sottolineato nella sua introduzione il Prefetto – promuove riflessioni e iniziative concernenti l’inserimento, l’inclusione. Oggi cerchiamo di costruire insieme una cornice che permetta di allargare lo sguardo, partendo da una visione generale. Questo Tavolo rappresenta la volontà concreta di porre basi solide per il cambiamento e il benessere della società e dei nostri ragazzi”.
In apertura dei lavori, l’intervento da remoto del Prefetto Fabrizio Gallo, Direttore Centrale per gli Affari dei Culti e del FEC del Ministero dell’Interno, ha evidenziato l’estrema importanza dell’iniziativa, a cui il Ministero guarda con estrema attenzione per lo sviluppo e la diffusione futuri di un modello virtuoso: “La cornice di questo progetto è nella Costituzione italiana, all’interno della quale vengono affermati due principi: la libertà religiosa e la pratica pattizia. Affermare e realizzare tali principi significa che lo Stato si siede al Tavolo con le confessioni religiose per stabilire insieme ad esse il modello delle relazioni. La libertà religiosa è l’architrave su cui si costruisce il nostro Stato, che è uno Stato di Diritto, nonché lo Stato dei Diritti. Questo tipo di percorso ha, di conseguenza, una valenza di crescita valoriale e culturale inestimabile per la nostra comunità nazionale”.
“Questo territorio si è misurato, e continua a misurarsi, dall’educazione, alla cultura, al welfare, con i concetti di diversità e dialogo interreligioso. Nella complessità, insita in questa sfida, la diversità è stata accolta come paradigma di arricchimento, nel rispetto di tutte le identità. È innegabile che i giovani stiano manifestando un senso di estraneità, disagio, violenza verso la società. Prendiamoci carico, allora, delle nuove generazioni con un impegno di lungo periodo” ha ribadito il sindaco Vecchi nel suo intervento al Tavolo.
“Costruire una comunità di respiro provinciale è un percorso ambizioso, e la sede di questa sensibilità lo dimostra” ha affermato l’Assessore Marchi.” Vedersi tutti in ascolto è un’opportunità straordinaria” ha ribadito il Sindaco di Guastalla, Verona, mentre l’Assessore Albanese ha affermato quanto “un tavolo di persone, vicine e cooperanti, dia l’idea e la speranza di una società armonica, coerente”, che lavora insieme per rispondere alla sfida dell’integrazione, come più volte ribadito dalle Unioni di Comuni rappresentate al Tavolo.
“Ascoltare, conoscere, fidarsi e affidarsi al tessuto comunitario della nostra provincia significa, dal punto di vista delle Istituzioni, avere interlocutori capaci di trovare e immaginare soluzioni ed indirizzi al nostro stare insieme” ha concluso il Prefetto.

