Questa settimana è stata ricca di ricorrenze, ma due date hanno avuto il merito di segnare i contrasti che assillano il nostro Paese: il 21 giugno, anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza ed il 22 giugno, visita ufficiale del Presidente della Commissione Europea in Italia per consegnare il feedback rispetto al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
L’accostamento di date ed avvenimenti può risultare non intuitivo, ma proverò a spiegare quali riflessioni mi ha suggerito.
Partiamo dal 21 giugno, data nella quale il Presidente Mattarella riceve al Quirinale il Comandante Generale delle Fiamme Gialle, con una ristretta delegazione, in occasione del 247° anniversario dalla fondazione del Corpo. Vengono diffusi alcuni dati per la prima volta più significativi nel comparto della spesa pubblica (Uscite) che non della lotta all’evasione (Entrate).
La causa è la pandemia, che ha azzerato la crescita economica e le attività economiche, ma ha intensificato i trasferimenti ed i sussidi. Emerge così che ammonta a ben 50 milioni di euro il bilancio degli sprechi registrati nel comparto del reddito di cittadinanza a livello nazionale. Anche a Reggio Emilia tale comparto ha visto coinvolto i militari delle Fiamme Gialle, con più di 260.000 euro di violazioni accertate, come nel bilancio provinciale diffuso.
A seguire, il 22 giugno il Presidente del Consiglio Draghi riceve il Presidente Ursula von der Leyen, da cui ha incassato il via libera per il PNRR presentato dall’Italia, cui farà seguito a breve la prima tranche di sussidi e prestiti per circa 20 miliardi di euro.
L’accostamento delle due notizie a distanza di un giorno pone una legittima domanda: saremo in grado come Paese di riportare numeri incoraggianti per l’investimento delle risorse o faremo parlare di noi per gli sprechi accertati? Saremo in grado di rivedere soluzioni che si stanno dimostrando facilmente vulnerabili senza incentivare la ripresa economica, sebbene tali misure siano state il cavallo di battaglia di uno schieramento politico?
Anche per l’analisi degli sprechi esistono due chiavi di lettura: quella politica, per la quale alcune misure seppur animate da principi nobili non hanno brillato per le modalità con cui sono state erogate e per le classi di popolazione raggiunte (evasori, delinquenti, detenuti etcc). Quella giudiziaria o contabile che, se da un alto ha consentito di accertare le violazioni, dall’altro ha evidenziato carenze nel processo di erogazione dei sussidi e scarsi controlli preventivi. Bisognerà pertanto verificare quanto sarà realmente recuperabile dall’erario rispetto al flusso erogato.
Il bilancio espresso dai giudici della Corte dei Conti, in ultimo, avvalora l’ipotesi poco edificante emersa dai risultati conseguiti dalla Guardia di Finanza in materia di RDC: prevalgono gli sprechi.
Se ne ricava pertanto una condanna indiretta per la classe politica che non ha saputo gestire le risorse ed un plauso per coloro che hanno cercato, invece, di arginare gli sprechi. Con il PNRR la politica dovrebbe abbandonare il consenso con le erogazioni o i sussidi, preferendo la crescita ed il benessere economico collettivo, premiando gli sforzi e le iniziative lecite.
Gianluca Tortora, Presidente del Circolo Culturale “G. Gentile” Fratelli d’Italia

