Industria reggiana, timidi segnali di ripresa: produzione e fatturato crescono, ma l’artigianato resta in difficoltà

Dopo la crescita zero registrata nel primo trimestre 2026, la manifattura della provincia di Reggio Emilia ha chiuso il secondo trimestre 2026 con un dato dei volumi produttivi in lieve crescita (+0,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un contemporaneo leggero aumento del fatturato (da +0,3% a +0,7%).

A evidenziarlo sono le analisi dell’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia sui risultati dell’indagine congiunturale del sistema camerale sulle piccole e medie imprese (fino a 500 dipendenti).

Analizzando l’andamento dei volumi dei principali settori produttivi, le performance migliori provengono dall’industria alimentare (+3,8%), da quelle elettriche/elettroniche (+3,5%) e dalle ceramiche (+3,4%). Si sono collocate in territorio negativo, invece, le produzioni della metalmeccanica (-1,3%) e del tessile e abbigliamento (-1,1%).

Per il fatturato, i valori più significativi sono stati mostrati dal comparto elettrico/elettronico, con un +4,1%, e dall’agroalimentare, anch’esso in aumento del 3,5%. L’industria tessile, infine, si è attestata in territorio negativo, con i fatturati in contrazione del 4,9%.

Il suddetto aumento dei fatturati delle manifatture reggiane, ha beneficiato dell’apporto dato dall’interscambio commerciale con l’estero, con le esportazioni che hanno registrato una crescita del 3,0% rispetto allo stesso periodo del 2025, con le industrie metalmeccaniche che registrato un incremento del 4,8%.

I rapporti commerciali con l’estero hanno anche comportato un incremento dello 0,9% dei relativi ordinativi, mentre gli ordini complessivi sono risultati in flessione dell’1,1%.

L’analisi evidenzia che le settimane di produzione assicurata dalla consistenza del portafogli ordini sono state 10,0, mentre il grado di utilizzo degli impianti industriali reggiani ha chiuso il secondo trimestre 2026 al 71,4%.

FOCUS ARTIGIANATO

Diversamente da quelli dell’industria in senso stretto, l’artigianato manifatturiero reggiano mostra tutti i dati principali nel secondo trimestre di quest’anno con segno negativo. La produzione, infatti, cede il 2,2% e il fatturato arretra del 2,6%.

Anche l’export a carattere artigianale di Reggio Emilia segna una contrazione del 3,2%, con i relativi ordinativi dall’estero in sostanziale tenuta con un -0,2%. Gli stessi ordinativi nel loro ammontare comprensivo di quelli nazionali, flettono del 5,6%, mentre le settimane lavorate nel trimestre in oggetto sono state 5,9 e il grado di utilizzo degli impianti del 66,9%.