E’ stata inaugurata presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia la mostra “Tutti i colori delle stelle. Padre Angelo Secchi e la nascita dell’astrofisica”. Il momento inaugurale è stato preceduto da una conferenza con interventi di: Ileana Chinnici “Tra cielo e terra: l’avventura scientifica e umana di Angelo Secchi” e Paolo De Bernardis “Dalle stelle al cosmo intero: l’eredità di Secchi nella ricerca di oggi”.
Angelo Secchi, a cui è dedicata la mostra, nasceva 200 anni fa, il 28 giugno1878, a Reggio Emilia. Gesuita, fisico, astronomo, meteorologo, direttore per quasi trent’anni dell’Osservatorio del Collegio romano, dedica con passione le sue energie alla ricerca.
Apporta un contributo fondamentale alla nascita dell’astrofisica e allo sviluppo della moderna meteorologia, senza trascurare di applicare le proprie competenze scientifiche in compiti, progetti e soluzioni di pubblica utilità – è fra l’altro l’ideatore di quello che oggi si potrebbe definire oggi l’Allerta Meteo – in una visione della scienza al servizio del bene comune e del progresso.
Vissuto in un periodo di accesi contrasti tra Stato e Chiesa, rimane fedele a questa anche a scapito di una più luminosa carriera, senza tuttavia trovare mai contraddizione tra Fede e Scienza.
Al termine della conferenza, il taglio del nastro al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia della mostra finalizzata a recuperare la memoria e sottolineare il valore dello scienziato, anche alla luce di recenti scoperte, che nei suoi studi pionieristici trovano le basi, ma anche per riscoprirne la genuina curiosità, l’entusiasmo e lo stupore, che per tutta la vita lo hanno spinto a indagare il cosmo.
Vari i temi trattati dal percorso espositivo di “Tutti i colori delle stelle. Padre Angelo Secchi e la nascita dell’astrofisica”, che si snoda nel Temporary Museum al terzo piano di Palazzo dei Musei, articolandosi in quattro diverse sezioni:1) La vita e le ricerche di Angelo Secchi; 2) Noi e lo spettro elettromagnetico; 3) Breve viaggio nell’Universo; 4) Laboratorio Spazio-Luce.
L’obiettivo è riconsegnare al pubblico di oggi la memoria di una figura di primo piano nella storia della ricerca astronomica, lanciando un ponte verso l’attualità della ricerca in campo astrofisico e fornendo spunti didattici per accostare in modo sperimentale le proprietà della luce e i principi della spettrografia, tecnica con cui Secchi aprì, per primo, la strada dell’astrofisica e tuttora imprescindibile strumento di conoscenza dell’Universo.
Nella mostra sono esposti libri e manoscritti provenienti dalla Biblioteca Panizzi, dall’Archivio del Comune di Reggio Emilia e da privati, disegni di Angelo Secchi e lo spettroscopio con cui studiò la corona solare dal Museo Astronomico copernicano di Roma, Istituto nazionale di Astrofisica, strumenti per la meteorologia e la topografia, libri e documenti dall’Istituto Secchi, modelli astronomici storici dal liceo Ariosto-Spallanzani, oltre ad oggetti delle collezioni museali, tra cui la prestigiosa medaglia d’oro conferita ad Angelo Secchi come Grand Prix all’Esposizione Universale del 1867 a Parigi per il suo Meteorografo.
nsr
(Foto di Fabio Zani)





