Il Prefetto in visita alla comunità Sikh di Novellara per la festa Vaisakhi

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Si è tenuta sabato 23 aprile, al tempio Sikh di Novellara, la prima delle visite del prefetto ai luoghi di culto organizzate nell’ambito del progetto SICCS “Strategie Interculturali per Costruire Coesione Sociale”, promosso dalla Prefettura, in partenariato con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, il Centro Interculturale Mondinsieme e la Fondazione E35, e finanziato nell’ambito del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020 (FAMI).

L’occasione è stata quella della sentita cerimonia “Vaisakhi”, la festa di primavera e del raccolto, simbolo dell’identità religiosa Sikh. A partire dalle ore 14:00, un lungo e colorato corteo, accompagnato dal suono dei tamburi, partendo dal tempio Gurdwara Singh Sabha di via Bandini, ha raggiunto il centro storico della città, per tornare poi al tempio dove si è tenuta la cerimonia ufficiale, alla presenza, tra gli altri, di Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia Romagna, Elena Carletti, sindaco di Novellara, e Francesca Bedogni, consigliere della provincia.
«Le comunità religiose rappresentano un punto di riferimento per le persone che ne fanno parte», ha evidenziato il prefetto. «Al loro interno non si svolge solo la vita religiosa dei fedeli.
Esse sono luogo di confronto e di crescita e, attraverso gli insegnamenti, la formazione e i servizi che offrono, svolgono una funzione di utilità pubblica, contribuendo alla socializzazione e all’integrazione e ponendosi quale interfaccia, oltre che con la società, con le istituzioni. Non può dunque prescindersi dal dialogo con le comunità di fede, attivando percorsi che conducano alla conoscenza, da questa alla comprensione ed infine alla fiducia reciproca».

«Come esponenti delle istituzioni è doveroso interrogarsi su come valorizzare il contributo delle comunità religiose, mettendo in risalto i ponti tra culture edificati dal dialogo interreligioso, alla creazione di una società pacifica e giusta, inclusiva e rispettosa della dignità umana e dell’ambiente; di una società in cui nessuno possa percepirsi come minoranza isolata o esclusa e di cui, al contrario, tutti si sentano cittadini attivi, con il diritto e il dovere di contribuire al suo sviluppo. È un impegno che avvertiamo tanto più urgente nella società contemporanea che, anche a seguito dell’intensificarsi delle migrazioni, diventa sempre più eterogenea».

In questo senso, ha sottolineato che «il rapporto tra Comune di Novellara e Tempio Sikh rappresenta un virtuoso esempio di  integrazione e radicamento di una comunità migrante dalla forte identità religioso-culturale nel tessuto sociale della comunità reggiana».
La metà dei sikh residenti in Emilia Romagna (l’1,5% degli stranieri residenti in regione, circa 10.000 persone secondo i dati del 2019 dell’Osservatorio del pluralismo religioso), infatti, gravita attorno questo luogo di culto, il più importante del sikhismo in Italia, il secondo, dopo quello di Londra, tra i centri di culto afferenti a questa confessione in Europa. Venne inaugurato 20 anni fa, nel 2000, da Romano Prodi, allora presidente della Commissione europea, per fornire uno spazio di preghiera ai Sikh arrivati dal Punjab a Rio Saliceto alla fine degli anni Ottanta, diventati immediatamente protagonisti dello sviluppo di questa provincia.

L’impegno nello studio e nel lavoro onesto, d’altronde, è uno dei principali valori del popolo migrato dal Punjab, un precetto che ha favorito e si traduce in un convinto impulso alla realizzazione personale e all’integrazione dei sikh nel tessuto socio-economico della provincia e della regione.

In Emilia-Romagna, i sikh operano soprattutto nei settori di eccellenza del territorio, dalla filiera del parmigiano-reggiano, all’agricoltura, al settore zootecnico, all’industria tessile.
Inoltre, il rapporto tra la comunità sikh e la provincia reggiana si caratterizza, in maniera unica e radicata, come una storia di ascolto, amicizia e collaborazione, soprattutto in tema di
supporto ai bisognosi. Un impegno concretizzatosi, tra l’altro, in opere di volontariato negli ospedali durante la pandemia, nel dono di un’auto-medica alla Croce rossa, e nell’accoglienza nel
tempio di un punto vaccinale aperto a tutta la comunità cittadina.