Delmonte punta a governare Montecchio: “Rinuncio alla Regione per il mio paese che amo da sempre”. Le ragioni di una scelta

Spesso la carriera politico-istituzionale di uomini e donne che ricoprono -o hanno ricoperto- ruoli di spicco a livello nazionale li ha visti fare i classici passaggi: consigliere comunale, sindaco, Consigliere Regionale, Parlamentare, Ministro.

A Montecchio Emilia accade un caso al contrario: nel cuore di Gabriele Delmonte, giovane imprenditore oggi Consigliere Regionale per la Lega, pulsa talmente forte l’amore e la passione per il proprio paese che vuole rinunciare al posto in Regione e a una carriera politica lanciata (ndr, Salvini oggi ha il vento il poppa e l’intenzione di valorizzare giovani in gamba radicati sul territorio, a maggior ragione con esperienza istituzionale, è stata esternata anche durante l’ultimo Consiglio Federale) per dedicarsi anima e corpo alla sua Montecchio nel ruolo di Sindaco.

Una scelta che ha chiarito subito, al debutto della sua candidatura e della Lista Civica ViviAmo Montecchio che lo sostiene, affiancato da primi ufficiali protagonisti della sua squadra: Stefano Nardini, Elena Montanari ed Elisabetta Dazzi (ndr, guarda in calce il video dove Delmonte illustra nel dettaglio le ragioni della discesa in campo alla guida di Montecchio).

Gabriele Delmonte e Stefano Nardini

A valorizzare la coerenza di Delmonte è Stefano Nardini, avvocato: “Credo in Gabriele e nelle sue capacità da quando l’ho conosciuto dieci anni fa sedendomi per la prima volta insieme a lui in consiglio comunale. Il suo unico “difetto”, se vogliamo chiamarlo così, è che è un politico addirittura troppo schivo, perchè non si cura di far sapere al pubblico i risultati incassati, lavorando in silenzio: ma sappiate che ha già fatto tanto per Montecchio grazie a un impegno concreto a livello regionale e nazionale. Sono certo che nel ruolo di Sindaco darebbe quell’impulso di rinnovamento e cambiamento di cui i montecchiesi oggi come mai hanno bisogno”.

Gabriele Delmonte, classe 1988, è stato consigliere comunale di minoranza, in quota Lega, a Montecchio dal 2009 ad oggi, nel 2014 è stato eletto consigliere regionale e in Regione ricopre l’incarico di Vicepresidente della Commissione Politiche Economiche – Attività Produttive – Turismo e Commercio. Delmonte è anche un imprenditore, nel 2016 ha fondato insieme ad un socio, ForTune, società hi tech di successo premiata lo scorso anno da Unindustria tra le migliori Start-Up.

Sebbene Delmonte conti, oltre che del sostegno di tutto il centrodestra, di noti esponenti civici e simpatizzanti del Movimento5Stelle (ndr, che non presenterà alcuna lista, mentre alla conferenza stampa partecipava il pentastellato Mauro Caldini insieme ad altri due attivisti), alla presentazione della lista non c’erano simboli di alcun partito, tranne quello della lista: una famiglia stilizzata con genitori, nonni e una bambina, fra il verde degli alberi e lo sfondo blu. Nel simbolo, insieme alla famiglia anche un cane accarezzato dalla bimba, simbolo evidente dell’attenzione animalista del candidato sindaco a dell’intera squadra: “Nella nostra sede elettorale chiunque potrà entrare con il proprio cane, una ciotola d’acqua sarà sempre presente per garantire acqua al vostro amico a quattro zampe”, ha detto il candidato sindaco.

“La passione per la politica e l’amore per il mio paese sono alla base della mia candidatura a Sindaco per la Lista civica ViviAmo Montecchio – ha spiegato Delmonte -. La nostra è una lista composta da una squadra di professionalità eterogenee ma compatte, e che, insieme, saprà ridare vitalità a Montecchio, recuperando – per valorizzare – ciò che già abbiamo e costruendo nuovi spazi per sport e cultura. Ho deciso di mettermi in gioco e rimettermi al giudizio dei montecchiesi per offrire una nuova prospettiva, più moderna e concreta, al futuro di questo paese, nel quale sono nato e al quale sono affezionato. La mia è una candidatura pura, disinteressata, animata solo ed esclusivamente dalla passione di chi crede nelle proprie idee e fa di tutto per raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Dieci i punti programmatici nell’agenda dei lavori di ViviAmo Montecchio:

1- Cultura (recupero dell’area ex-macello per attività ludico-creative e creazione di una sala spettacoli);

2- Sport (costruzione del nuovo palazzetto nell’area adiacente al supermercato Coop, ovvero nella stessa area del polo scolastico d’Arzo, dove già ci sono campetti ed aree sportive scolastiche; supporto alle associazioni sportive ed alle polisportive del paese);

3- Commercio (creazione di sempre più eventi ed occasioni di acquisto; rivisitazione dell’area mercatale; allestimento di spazi dedicati alle produzioni locali nelle fiere del paese; aumento dei posti auto disponibili nel centro storico; iniziative volte al turismo esperienziale basato sul Parmigiano Reggiano nella frazione di Aiola);

4- Mobilità (istituzione linea diretta di trasporti pubblici che colleghi Reggio a Montecchio; realizzazione colonnine per le auto elettriche; stop alla mobilità pesante nel cuore della città);

5- Sociale (difesa e potenziamento dei servizi dell’ospedale; riqualificazione sociale dei parchi e dei centri sportivi; creazione di servizi al cittadino innovativi che coinvolgano tutte le fasce di età);

6- Giovani (creazione di uno spazio di coworking per lo sviluppo di startup e di professionalità utili alle aziende del territorio; proposta di iniziative condivise per avvicinare giovani a anziani; creazione di un consiglio comunale dei ragazzi; creazione di eventi ludici che riportino il paese al centro dell’attrattività della val d’Enza);

7- Ambiente (controllo e monitoraggio della vecchia discarica nel fiume Enza e assunzione delle iniziative più opportune; miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici; pieno appoggio alla realizzazione della Diga di Vetto sul fiume Enza; effettivo recupero naturalistico della cava Spalletti);

8- Urbanistica (rilancio del settore agricolo nei futuri piani urbanistici; investimenti per manutenzione delle strade minori; eliminazione delle barriere architettoniche; sviluppo urbano della frazione di Aiola in concerto con la Comunità ivi residente);

9- Sicurezza (rafforzamento della polizia locale (mezzi e uomini); collaborazione con le organizzazioni dei cittadini per il controllo del vicinato; creazione di una centrale per il controllo delle telecamere di sorveglianza).

10- Integrazione (politiche volte a permettere una vera integrazione consapevole degli extracomunitari regolari)

Marina Bortolani, @nextstopreggio