Domani, giovedì 21 novembre alle ore 19, un importante evento avrà luogo nella nostra città: “Il Corpo politico delle donne”, un dialogo aperto alla comunità cittadina tra le attiviste di Non Una Di Meno ed Helena Freire Weffort su femminismi, educazione e azioni trasformatrici. Purtroppo Non Una Di Meno non potrà ospitare Helena, come sarebbe giusto in un’occasione così importante di confronto e approfondimento con una testimone privilegiata della realtà educativa e politica brasiliana, nello Spazio femminista di Viale 4 Novembre.
La Casa Comune delle Donne “Marielle Franco” è minacciata di chiusura. L’Amministrazione comunale non ha rinnovato l’accordo di collaborazione con il nodo reggiano del Movimento Transfemminista Globale Non Una di Meno e ha posto un veto all’utilizzo dello spazio di viale 4 Novembre da parte delle attiviste, interrompendo di fatto la possibilità di continuare un’attività intensa, politica e culturale, di forte critica e contrasto alle molteplici forme di oppressione del patriarcato e di lotta alla violenza diffusa, strutturale e sistemica contro le donne e le soggettività lgbtqipa+. Tutto ciò avviene a pochi giorni dalla manifestazione nazionale di Roma in occasione della Giornata contro la violenza maschile verso le donne e la violenza di genere, nella cui organizzazione il nodo reggiano è fortemente coinvolto, e all’incontro programmato con Helena Freire, ospite di diverse realtà educative e culturali della città, tra cui il Centro Internazionale “Loris Malaguzzi”.

L’incontro con Helena Freire, storica ed esperta di processi educativi, impegnata nella formazione continua di educatrici/educatori in ambito pubblico in diverse parti del Brasile – che ringraziamo per la vicinanza e la grande disponibilità dimostrata – si svolgerà all’aperto, nello spazio antistante la Casa in Viale 4 novembre 8/F. Ci scalderemo con il calore delle nostre idee a confronto e con la passione che mettiamo nelle nostre lotte favolose. Parleremo della potente eredità di Paulo Freire, il pedagogista brasiliano che ha teorizzato e praticato la “Pedagogia degli oppressi” (non a caso oggi sotto attacco da parte del governo fascista di Bolsonaro) ma, insieme alla nipote Helena, toccheremo in particolare quei nodi che stanno determinando in tutto il mondo, a partire dagli ambiti educativi e formativi, l’inasprirsi di un clima antifemminista, omolesbotransfobico e oscurantista.
Siamo fiduciose che si sblocchi presto la questione dello spazio negato e si possa procedere in tempi rapidi al rinnovo dell’accordo con il Comune di Reggio Emilia, per poter riprendere il filo del nostro impegno femminista e transfemminista, autonomo e autogestito, in uno spazio degno, riaffermando il nostro diritto di esistere, prendere parola ed essere corpi in movimento e azione contro ogni forma di violenza patriarcale, neoliberista, razzista, fascista e per la liberazione di tutt*.
Non Una Di Meno Reggio Emilia

