Il 25 Aprile di Eboli al cimitero dove sono sepolti i militi fascisti e antifascisti: “Chi muore per la Patria merita rispetto, da qualsiasi parte abbia combattuto”

Mentre le piazze di Reggio Emilia e dei comuni della provincia brulicano di gente che celebra la Festa della Liberazione, Marco Eboli, storico esponente della destra reggiana, per anni leader dell’Msi, capogruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio comunale a Reggio e attualmente molto attivo nel centro destra reggiano, si è recato con la propria famiglia al cimitero suburbano per celebrare silenziosamente -e convintamente- i militi sepolti del secondo conflitto mondiale, fascisti e antifascisti.

Una testimonianza toccante che lo stesso Marco Eboli spiega in un post sulla sua pagina facebook e che pubblichiamo di seguito integralmente.

mb

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“Questa mattina,con la mia famiglia,mi sono recato al Cimitero suburbano, ove esiste un sacrario denominato “Lampada della Libertà”, dove sono sepolti militi del secondo conflitto mondiale, ossia fascisti e antifascisti.

Sin da ragazzo, quando militavo nel Msi, era consuetudine portare nel giorno dei defunti una corona di fiori per tutti. In quella occasione incontravamo rappresentanti di associazioni di arma, antifascisti, che portavano la loro corona. Ci si salutava con rispetto, perché entrambi consapevoli che chi muore per la Patria merita rispetto da qualsiasi parte abbia combattuto. Ho continuato, questa consuetudine, anche quando sono stato Presidente provinciale di An. Da Consigliere comunale chiesi e ottenni dal Comune di Reggio Emilia di ristrutturare quel sacrario, di cui non si leggevano più i nomi dei defunti.

Oggi ho deciso di andarci, il 25 Aprile, da libero cittadino, senza più impegni politici, perché credo che in un clima avvelenato come si respira oggi nel mondo politico, un gesto di tolleranza e rispetto, fosse doveroso.

Sono stati scritti infinità di libri, da autori di destra e di sinistra, che hanno storicizzato il fascismo e l’antifascismo, ma ora pare che tutto sia stato cancellato e si sia rimasti al 1945.

Per me sono sempre esistiti solo avversari, mai nemici.

Voglio infine ricordare Don Camellini, il sacerdote che recuperò il corpo martoriato dai partigiani comunisti del Beato Rolando Rivi, e che noi invitavamo sempre per la benedizione dei caduti del sacrario della Lampada della Libertà.

Mi scuso per la lunghezza del post, ma la storia è complicata e piena di sfumature.

Chi non ha memoria del passato non avrà futuro, lo dico, in conclusione, perché il periodo politico che stiamo vivendo si accontenta di vivere solo di un presente, sempre più fugace e immemore”.