I comunisti reggiani hanno ricordato l’eccidio nazifascista di Cadè

Domenica 7 febbraio, alcuni militanti dell’associazione culturale Officine Rosse e i comunisti reggiani, nel rispetto delle norme per la pandemia, hanno ricordato l’eccidio nazifascista a Cadè e dei 21 Martiri trucidati dai nazifascisti il 9 febbraio 1945, deponendo un bel mazzo di garofani rossi.
Le ragioni dell’essere antifascisti oggi sono tutte in campo, perchè ancora manca il rispetto della storia della Resistenza, falsificandola ad uso politico e si diffama la memoria dei partigian.

Ma soprattutto manca quell’impegno diffuso e non ambiguo contro ogni tipo di discriminazione, oggi anche quella a carattere sociale, non solo contro il razzismo, ma soprattutto contro ogni tipo di fascismo, in particolare le sempre più frequenti manifestazioni di intolleranza, di squadrismo e di provocazione fascista. Tra i fucilati, Silvio Monica aveva solo 16 anni, durante i funerali solenni, dopo la Liberazione, quando poté essere recuperato il suo corpo orrendamente brutalizzato dagli assassini nazifascisti, una colomba si posò sulla sua bara e visse 16 anni, proprio come gli anni di Silvio, morendo il 9 febbraio, stesso giorno della strage.

Alessandro Fontanesi, Reggio Emilia