Si celebra oggi, mercoledì 29 settembre, la Giornata mondiale della consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, istituita nel 2020 dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura). Una consapevolezza necessaria oggi più che mai, visto che il cibo sprecato si stima essere circa un terzo di quello prodotto.
Tutti ne abbiamo avuto esperienza diretta. Dal tradizionale “finisci quello che hai nel piatto prima di alzarti da tavola”, che ci sentiamo dire fin da piccoli, figlio di un’epoca in cui l’abbondanza era un lusso e non la quotidianità. Fino al più recente e globalizzato “finisci di mangiare quello che hai, perchè nel mondo c’è gente che muore di fame”, come se i cappelletti che abbiamo nel piatto potessero sfamare un bambino che vive dall’altra parte del pianeta. Lo spreco alimentare non si combatte a fine pasto, davanti all’ennesimo tortello o all’ultima fetta di prosciutto, ma già al momento della spesa, prestando attenzione a piccole azioni quotidiane. Comprare cibo in scadenza, sapendo che lo consumeremo a breve, consente alla grande distribuzione di ritrovarsi meno prodotti scaduti sugli scaffali. Una rapida programmazione dei propri pasti può aiutare a evitare la presenza di cibo non più commestibile in frigorifero. Controllare la data di scadenza dei prodotti che abbiamo in casa prima di cucinare può fare la differenza tra un pasto consumato e uno buttato.
Fuori dalle mura domestiche, in realtà più complesse come bar, ristoranti e supermercati viene in aiuto anche un’App, Too Good To Go, nata in Danimarca nel 2015 proprio per combattere gli sprechi alimentari.
Solo nel centro storico di Reggio Emilia sono più di 20 gli esercizi commerciali che hanno deciso di aderire e il numero supera i 100 se si guarda a tutta la provincia.
L’idea alla base di questa applicazione gratuita è mettere in contatto i venditori, che per soddisfare le esigenze dei consumatori vanno quotidianamente incontro ad avanzi di cibo, con il consumatore, che può così accedere a dell’ottimo cibo, pagandolo fino ad un terzo del prezzo iniziale.
M.C.

