Il consigliere regionale, Gabriele Delmonte, condanna il folle gesto di chi ha sparato colpi da un fucile ad aria compressa contro i concorrenti della gara di Enduro, organizzata da Fmi, sull’Appennino reggiano: “Speriamo venga presto assicurato alla Giustizia. Sul fronte normativo occorre fare chiarezza in merito alle competizioni che si svolgono attraverso i boschi, poiché questa incertezza rischia di generare “colpi di testa” come quello di sparare ai motociclisti”
“Da una parte si è trattato del gesto sconsiderato di un folle, dall’altra, tuttavia, non possiamo negare una responsabilità, seppur residuale, anche della politica”. Così il consigliere regionale della Lega, Gabriele Delmonte, commenta gli spari, di un’arma ad aria compressa, che hanno colpito quattro concorrenti della Gara di enduro motociclistico organizzata da Moto Racing e patrocinata dalla Federazione motociclistica italiana (Fmi) che si è svolta ieri, domenica 3 novembre, con partenza da Castelnovo Monti e arrivo a Felina.

“Fortunatamente è andata “relativamente bene”, poiché si è rischiata la tragedia: se i 4 motociclisti fossero stati colpiti in parti più sensibili del corpo, come il collo, sicuramente il bollettino medico odierno sarebbe stato ben più grave. Pertanto mi auguro che l’autore di questo gesto folle venga assicurato alla Giustizia quanto prima, e non ho dubbi in merito considerando l’alta professionalità dei militari del Comando dei Carabinieri di Castelnovo Monti” sottolinea il consigliere leghista.
“Messa da parte l’apprensione per una vicenda che poteva comportare ben più gravi conseguenze, ora è il caso che su questa storia la politica faccia una seria riflessione a livello normativo: occorre infatti fare chiarezza in merito alle competizioni motociclistiche che si svolgono attraverso i boschi, con una normativa chiare e puntuale e non contrastante, come invece oggi accade, fra il livello normativo nazionale e quello regionale.

Già in passato per questo tipo di competizioni si è rischiata la tragedia (nel corso di una Motocavalcata, in passato qualcuno aveva tirato dei cavi ad altezza collo fra gli alberi situati lungo il percorso di gara ndr) pertanto è venuto il momento – prima che sia troppo tardi – di fissare delle regole in grado di comporre, una volta per tutte, il diritto dei motociclisti a gareggiare, con gli interessi di chi su quei percorso boschivi svolge attività lavorative” conclude Delmonte.
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