Eolo Catellani, una vita al servizio degli ultimi. La salma nel cortile della Mensa del Vescovo e il saluto toccante di Chicca Visconti

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Se n’è andato nei giorni scorsi Eolo Catellani, una persona dal cuore grande che ha dedicato la propria vita agli ultimi e ai bisognosi.

Eolo nacque a Cadelbosco Sopra nel primo dopoguerra. Dopo aver perso il padre giovanissimo, la sua vita è stato un continuo lottare per tirare avanti sempre con la massima dignità. Il classico lavoratore onesto e infaticabile che non ha mai fatto mancare nulla alla famiglia e ai suoi cari.
Ma il suo impegno è sempre andato oltre, con uno sguardo di gratitudine per ciò che, nonostante tutto, ha ricevuto dalla vita: Eolo infatti ha dedicato il proprio tempo, parallelamente al lavoro e alla famiglia, anche al volontariato in Croce Rossa per 10 anni e alla Mensa del Vescovo per 20 anni.
Non a caso è stato insignito dal Papa del titolo di “Cavaliere”.

Un uomo dal cuore grande che lo stanno piangendo in tantissimi.
Fra questi anche gli amici storici della Mensa del Vescovo, che era diventata la sua seconda famiglia che raggiungeva ogni giorno da Cadelbosco Sopra in città per servire coloro che non potevano permettersi un pasto caldo. “Te ne sei andato proprio ora che la Mensa sta terminando il proprio percorso, come se non potesse esistere la Mensa senza di te”, ha detto con commozione la Presidente Maria Chiara Visconti detta “Chicca” che per l’occasione, insieme agli altri volontari, ha organizzato l’ultimo saluto a Eolo, accompagnato dal figlio Mauro Catellani, nel cortile della mensa in via del Vescovado.

La Visconti ha inoltre partecipato anche al funerale celebrato nella chiesa gremita di Cadelbosco Sopra, dove fra i concelebranti, la Diocesi era rappresentata anche da Don Pietro Adani come segno di gratitudine per il prezioso servizio svolto da Eolo Catellani.
Un grande e caloroso abbraccio a un cristiano che ha vissuto il Vangelo seguendo il messaggio di Cristo giorno dopo giorno, volgendo una mano agli ultimi, sempre dalla parte di chi nella vita era stato meno fortunato.

Marina Bortolani