“Con grande tristezza la Cooperativa Papa Giovanni XXIII ha appreso questa mattina della morte di Don Ercole Artoni, fondatore della Papa Giovanni nel 1977 e figura di riferimento per tutti questi anni”. Ad informare la città Fabio Salati, Presidente del Centro Sociale Papa Giovanni XXIII.
“E’ accaduto purtroppo quello che temevamo, Don Ercole era ricoverato in ospedale da prima di Natale e oltre all’età (90 anni compiuti a settembre scorso), erano le sue condizioni di salute a preoccupare parecchio.
Oggi termina il nostro cammino insieme, un cammino lungo 43 anni, un viaggio nato e costruito seguendo la sua filosofia, cioè quella di lavorare ed impegnarsi per dare sempre a tutte le persone una possibilità, cercando di aiutare chi ha bisogno e tra questi in particolare chi è più in difficoltà.
Il miglior modo per onorare la sua memoria è far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e aiuto verso il prossimo che erano i pilastri su cui ha costruito la sua intera esistenza e le fondamenta su cui ha fatto nascere la Papa Giovanni XXIII, questo è il modo migliore per continuare a camminare con passo deciso, affrontando ogni difficoltà, sul sentiero da lui tracciato.
Lo voglio ricordare sorridente, seduto al centro della sala, con i suoi “ragazzi” (gli ospiti della comunità) seduti in cerchio attorno a lui ad ascoltare i suoi messaggi di speranza e fiducia nel cambiamento, messaggi che riusciva a trasmettere con grande forza ed efficacia soprattutto alle persone che avevano perso la voglia di credere in un futuro migliore. Grazie Don!”.
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Il rito funebre si terrà giovedì 7 gennaio, il trasferimento della salma avverrà alle ore 10.15 dalla cappella mortuaria per la chiesa di Cadè, dove sarà celebrata la messa alle ore 10.30.
Il CORDOGLIO DEL SINDACO di REGGIO EMILIA LUCA VECCHI
Don Ercole Artoni ha lasciato un TESTAMENTO SPIRITUALE che riportiamo di seguito
Ringrazio il Buon Dio e la Madonnina di avermi chiamato molto presto al sacerdozio, vissuto con fede e tanta passione, tanto da ammettere che a volte mi sono trasformato creando alla Chiesa Reggiana qualche fastidio.
Chiedo perdono a Dio e di conseguenza a tutti coloro ai quali avessi dato motivo di sofferenza o di malesempio, quindi disapprovato certe mie scelte. Credetemi l’ho fatto solo ed esclusivamente per testimoniare il mio Credo, anche se a volte va presa la strada più difficile e meno comoda per me ma sentivo che era la strada di Dio.
Ringrazio tutti i tossicodipendenti conosciuti al centro o in piazza; ringrazio le persone disperate conosciute in carcere che mi hanno permesso di conoscerle e capire le loro paure dandomi l’opportunità di vedere il Cristo in loro.
Io questa vita l’ho sempre interpretata come un Buon pellegrinaggio alla Conoscenza del Buon Dio.
Cari fratelli, sorelle, cognati, cognate, nipoti ed amici tutti, non piangete, non avete perso nulla, perché spero che la bontà del Signore mi accolga là dove troverò la gioia, vedrò il papà, la mamma, il nipote Romano, il fratello Egeo e tutti gli amici persi. Vogliatemi bene come sempre, grazie per avermi amato quanto più io meritassi.
Ringrazio i Vescovi Monsignor Beniamino Socche, il Vescovo Baroni e il Vescovo Evangelico Gibertini.
Infine ringrazio soprattutto le persone sole, abbandonate a sé stesse che mi han fatto compagnia nella loro sofferenza accrescendo ancor di più la conoscenza del Cristo sentendomi utile nel mio piccolo.
Saluto i parenti, gli amici, amiche, tutti con il cuore.
DON ERCOLE ARTONI

