Duomo gremito per la Messa in suffragio dei missionari deceduti in Madagascar celebrata dai Vescovi di Reggio, Piacenza e Cremona. Biografia

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Era gremita ieri pomeriggio la Cattedrale per la celebrazione diocesana in suffragio dei missionari malgasci defunti, presieduta dall’Arcivescovo di Reggio Emilia Giacomo Morandi. Fra i celebranti anche i Vescovi di Piacenza e Cremona.
In tanti hanno voluti rendere omaggio alla vita cristiana e alla dedizione quotidiana verso gli ultimi e i bisognosi dei fratelli e sorelle deceduti nel tragico incidente in Madagascar avvenuto il 27 dicembre nella diocesi di Manakara.

Quel giorno, l’auto sulla quale viaggiavano nove persone impegnate nella missione di Ampasimanjeva è uscita di strada al rientro da un pellegrinaggio a Vohipeno e in sei hanno perso la vita.
Sono morti il dottor Randriatioana Raoelina Martin, direttore dell’ospedale Fondation Médicale d’Ampasimanjeva insieme alla moglie la dottoressa Nivo, don Didier Razafinjatovo (Fratello della Carità) e le Carmelitane Minori della Carità suor Justine Lalao, suor Marie Louise e suor Marie Odette. Una tragedia che ha colpito l’intero mondo missionario.

Reggio Emilia aveva un filo diretto speciale con Ampasimanjeva, perchè diversi sono stati i reggiani che hanno scelto di dedicare un importante periodo della propria vita ad aiutare i missionari in Madagascar.
I volontari deceduti nel tragico incidente sono stati l’esempio concreto di una missione silenziosa, ma importantissima per il popolo di quel territorio, senza i quali molti -senza cure e aiuti- sarebbero morti. Un servizio prezioso, vivendo quotidianamente l’essere cristiani attraverso il servizio per il prossimo. Non solo, i missionari e volontari da sempre contribuiscono anche alla crescita educativa, formativa e scolastica dei bambini e della popolazione della diocesi di Ampasimanjeva.
A loro va un grazie infinito, nella speranza che i semi piantanti durante la vita terrena, possano germogliare e crescere alimentati da coloro che sapranno certamente cogliere il testimone lasciato dal Dott. Randriatioana Raoelina Martin, dalla moglie Dott.ssa Nivo, da don Didier Razafinjatovo e dalle Carmelitane Minori della Carità suor Justine Lalao, suor Marie Louise e suor Marie Odette.

Marina Bortolani
(Foto di Fabio Zani)
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Biografie dei fratelli e sorelle deceduti a cura della Congregazione Mariana delle Case della Carità

Dottori Randriatiana Raoelina Martin e Nivohanta
Vengono entrambi dalla città di Antananarivo. Si conobbero durante i studi in medicina, agli inizi degli anni ’80. Si sposarono il 1 Ottobre 1982, non erano ancora laureati. I primi tre figli arrivarono negli anni successivi. Nel 1986, dopo una breve esperienza lavorativa a Tulear ed il conseguimento della laurea, la famiglia si trasferì ad Ampasimanjeva, accogliendo la proposta di padre Zocco, ricevuta tramite l’associazione dei medici cattolici (CCS).
Ad Ampasimanjeva, furono subito accolti da sr Victoire e dalle altre suore della Congregazione Mariana delle Case della Carità, come parte della stessa famiglia. Le suore aiutavano nella cura dei bimbi ed i due medici lavoravano all’ospedale.
Non essendoci le scuole ad Ampasimanjeva, dr. Nivo si trasferì a Manakara per poter offrire opportunità di studio ai figli e lavorava nell’ospedale principale di Manakara come medico responsabile del reparto medicina adulti. Non fu una scelta facile, separare fisicamente la famiglia, con il dr. Martin che rimase ad abitare ad Ampasimanjeva, e che andava a trovarli solo nel fine settimana, quando non era di guardia.

Nel 1994 ad Ampasimanjeva fu inaugurata la sala operatoria. Dopo un periodo di studio di chirurgia e anestesia a Scandiano, il dr. Martin rientrò in Madagascar ed iniziò ad operare. Nel corso degli anni, acquisì grande esperienza e riconoscenza dalla popolazione locale. La fiducia e la stima nella regione ha fatto aumentare sempre di più il numero di operazioni, in particolare i parti cesarei, con una media di 200 l’anno, oltre tutte quelle urgenze che non si sarebbero potute curare se non all’ospedale di Ampasimanjeva.

Piano piano, i figli si allontanarono da Manakara, per poter proseguire gli studi ad Antananarivo, finchè che nel 2006, anche la Dr. Nivo si trasferì in capitale, con due dei quattro figli (Marc e Mirasoa), mentre Vola e Sissi erano ormai già in Italia.
Ad Antananarivo, lavorò per il Ministero della Salute e faceva formazione in giro per le campagne del Madagascar.
Il Dr. Martin si specializzò ulteriormente su alcune patologie endemiche del posto,come la filariosi e le fistole vaginali e, periodicamente, andava in altri ospedali ad insegnare ad altri medici. Tutti riponevano il lui molta stima e c’era sempre, dove passava, qualcuno che aveva bisogno di essere visitato.
Con le sue collaborazioni, e con l’aiuto della dr. Nivo nel redigere i progetti, l’ospedale di Ampasimanjeva vinse anche finanziamenti dall’OMS.

Negli ultimi anni, arrivato all’età della pensione, dr. Martin non considerò la possibilità di smettere di lavorare. La dr. Nivo, decise di andare in pensione, ma scelse di tornare ad Ampasimanjeva, dove ha legato soprattutto con le suore.
Lì spendeva un po’ del suo tempo, gratuitamente, nella presa in carico dei malati di tubercolosi in cura all’ospedale. Anche quando si accoglieva un bambino nella casa delle suore, si poteva contare sulla sua presenza materna.
Il Dr. Martin spesso non andava a tavola fino a quando non aveva finito le consultazioni mattutine, arrivando anche oltre l’orario di pranzo, e Dr. Nivo fedelmente lo aspettava e altrettanto puntualmente le suore lasciavano loro la tavola apparecchiata e il pranzo in caldo.
Un intreccio di vite e di vocazioni diverse, che hanno sempre trovato nella quotidianità condivisa la gioia e la forza per continuare a servire.
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Sr Justine della Madonna del Carmelo (sr Justine Lalao)
RASOAMANAMBOLA JUSTINE è nata il 5 ottobre 1972 ad Ambatofotsy Faratshio (diocesi di Antsirabè)
I suoi genitori erano contadini e l’hanno abituata al lavoro della campagna.
Settima di 10 figli, fin da piccola desiderava diventare religiosa e ha sempre pregato per questo.
Così è venuta a bussare alla porta della Congregazione Mariana ed ha emesso i primi voti come carmelitana minore il 14 ottobre 2000 e i voti perpetui il 18 novembre 2007.

Ha vissuto in diverse comunità in cui ha contribuito a diffondere la Civiltà dell’Amore: Tongarivo, Andohatapênaka, in Italia per 3 anni (San Girolamo, Bertinoro, Cavriago), ad Ambositra e da poco era responsabile delle sorelle ad Ampasimanjeva. Ha fatto parte del consiglio e ora del gruppo di lavoro del ramo delle sorelle.

Suor Justine aveva un profondo desiderio di relazione, sapeva condividere nella preghiera e nella quotidianità della vita e anche discutere animatamente. Di carattere gioioso e generoso, le piaceva scherzare e si prendeva cura degli ospiti e dei tanti poveri che venivano a chiedere un po’ di aiuto. È stata una persona di pace sia in famiglia che tra le Comunità, quando vedeva che le persone erano in conflitto faceva di tutto per arrivare alla riconciliazione.
Viveva una ricerca anche travagliata, ma appassionata, desiderosa di comprendere e vivere in profondità, dopo tante missioni la nuova missione che l’ospedale di Ampa le prospettava.
Nel quotidiano scambio tra chiedere e offrire una mano ci lascia una provocazione forte: la pienezza si gusta insieme e solo insieme, nella diversità delle prospettive e delle vocazioni
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RAFALINIRINA Luisa. Sr Louise della Madonna del Carmelo
Nata il 22 aprile 1963 a Manjakandriana Diocesi di Antananarivo.
Prima di sei figli, i suoi genitori erano contadini. Ha dedicato la sua gioventù alla cura dei suoi fratelli per permettere loro di proseguire gli studi. Solo quando tutti sono cresciuti, ha iniziato il cammino che era già nel suo cuore e l’ha portata a consacrarsi come carmelitana minore. La sua famiglia le è sempre stata riconoscente per il suo aiuto ed è stata bellissima la festa che tutto il suo villaggio ha preparato per il giorno dei suoi voti perpetui.
Entrata nella nostra Famiglia nel 2002, ha emesso i primi voti nel 2007 e i voti perpetui nel 2014.
Ha contribuito a diffondere la CIVILTA’DELL’AMORE nelle diverse comunità in cui ha vissuto: Tongarivo, Andohatapenaka, Antsirabe, Tamatave, Ambostira, Ambatondrazaka, e in ultimo Ampasimanjeva.
Di carattere mite, serena, un po’ timida, amava molto la preghiera ed era presente anche senza tante parole; abituata alla cura della sua famiglia, ha continuato questa cura nella vita di servizio vissuta con e tra i piccoli e i poveri, gioiosamente e con amore.
Una vita calma e paziente, piena di fiducia nella Grazia di Dio, espressione di una liturgia continua che iniziava davanti al suo Signore e si propagava nelle occupazioni quotidiane.
Molto attenta a ricordare le persone che le chiedevano preghiere.
Una delle cose che la rendevano speciale era la gioia nel portare la comunione ai malati, visitandoli e ascoltandoli con amore e pazienza.
Persona di comunicazione e sempre con un sorriso gentile che non l’abbandonava mai. Non esitava a scusarsi e a chiedere perdono immediatamente a coloro che pensava di aver offeso.
Qualcuno ricorda la sua prontezza ad allungare il piatto di portata ai commensali. Una specie di centralinista del servizio a tavola, aveva sempre presente chi aveva mangiato cosa e ciò che ciascuno avrebbe potuto desiderare.
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BREVE BIOGRAFIA (RAZANAJANAHARY Marie Odette)
Sr Marie Odette della Madonna del Carmelo
“MA PER LA GRAZIA DI DIO IO SONO QUELLO CHE SONO 1 Cor 15, 10. Questa è la Parola di Dio che sempre l’ha ispirata
Suor RAZANAJANAHARY Marie Odette è nata 8 dicembre 1973 a Faratsiho (diocesi di Antsirabè) in una famiglia cristiana e aveva 13 fratelli.
Entrata nella Congregazione Mariana nel 1999. ha emesso i primi voti il 1° ottobre 2004, i voti perpetui 8 settembre 2011 .
Le CdC in cui ha contribuito a diffondere la Civiltà dell’amore sono : Tongarivo, Ambositra, Ambanidia, Ambatondrazaka, Antsirabe e il 06 dicembre 2022 ha iniziato la sua missione ad Ampasimanjeva.
Persona responsabile e di comunicazione, amava la preghiera, cercava sempre il tempo per continuare a leggere e studiare le Sacre Scritture.
La caratterizzavano l’amore e il rispetto per il creato, la semplicità e la ricerca di modi diversi per far stare bene i poveri e gli ammalati.
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Padre Didier Sylvain RAZAFINJATOVO, è nato il 13 maggio 1960 a Befelatanana in Antananarivo, da Sylvain RANDRIANJATOVO e da Marie Jeanne RASOAMANJARA, primo di 6 fratelli (3 maschi e 3 femmine)
Ha vissuto con la famiglia ad Anosibe ( quartiere di Antananarivo), dove era parroco don Giovanni Voltolini, terminando le scuole elementari nella scuola del quartiere.
Ha poi frequentato le scuole superiori presso l’Istituto S. Giuseppe di Mahamasina
Fin da ragazzo, don Giovanni lo accompagnava alla CdC di Tongarivo dove nasce in lui un amore speciale per i poveri ai quali dedicherà poi la sua vita in seguito. Allo stesso tempo inizia a scoprire la chiamata di Dio nella preghiera, fino a maturare la scelta ad essere Sacerdote.
I suoi genitori stavano attraversando difficoltà finanziarie, ma lui ha cercato di aiutarli a trovare una soluzione al problema in modo da poter continuare la sua istruzione. Ma ha anche dovuto affrontare problemi perché quando ha detto ai suoi genitori che voleva diventare prete, lo hanno fermato.
Ma la volontà di Dio non la si può fermare, ed alla fine ha ricevuto la benedizione dei suoi genitori.

Su proposta di don Mario, caldeggiata da don Giovanni, nasce in lui il desiderio di fare parte del Ramo dei Fratelli della Carità nella CMdCdC, e chiede di essere accolto nel seminario diocesano di Antananarivo, ma il desiderio non può realizzarsi, così chiede la benedizione del cardinale Gaëtan RAZAFINDRATANDRA per entrare nel Seminario minore di Kianjasoa nella diocesi di Fianarantsoa, dove ha terminato gli studi e conseguito il diploma del liceo, per poi essere incardinato nella diocesi di Fianarantsoa.

Iniziando la filosofia nel Seminario Maggiore che in quel tempo era ad Ambatoroka, Antananarivo, ed accoglieva i seminaristi di tutta l’isola, era desideroso di passare appena possibile alla CdC di Tongarivo in Antananarivo per mantenere il rapporto che aveva scoperto dell’amore verso i più piccoli. Molti dei suoi compagni di classe, soprattutto quelli della diocesi di Fianarantsoa che erano con lui, lo accompagnavano in questi momenti di servizio.
Dopo aver completato gli studi della filosofia ad Ambatoroka, si reca in Italia per fare il Noviziato nei Fratelli della Carità (1987 – 1989)

Nel 1989 emette i primi voti in Italia ed inizia la Teologia nel seminario di Reggio Emilia, celebrando l’ordinazione diaconale nel 1992.
Rientrato in Madagascar, il 09 agosto 1992 riceve la consacrazione sacerdotale a Sahanovy, nella diocesi di Fianarantsoa, dove sarà incardinato.
Dopo la consacrazione, è stato inviato come Ministro al Seminario minore di Kianjasoa.
Poi sarà nominato parroco della PARROCCHIA cittadina di Marie Manjaka (Maria Regina) nel quartiere di Talatamaty§
In seguito riceverà l’incarico di Ministro della residenza episcopale di Ambozontany e Cappellano delle Carceri di Fianarantsoa

Nel 2008: viene nominato maestro dei Novizi dei Fratelli della Carità in Madagascar.
Poi dal 2009 al 2019 è chiamato ad essere Responsabile della CMdCdC in Madagascar, come rappresentante del Superiore Generale
Nel 2019 per motivi di salute si reca in Italia per curarsi, e prende parte della comunità della Macchiaccia, prestando servizio domenicale nelle parrocchie della Val Dolo.
Nel 2021 viene eletto membro del Consiglio dei Frati della Carità.
Nel mese di novembre 2022 si è recato in Madagascar per una visita alle comunità e alla famiglia, con il desiderio di celebrare assieme al papà il 30mo della sua ordinazione sacerdotale. Sarebbe dovuto rientrare in Italia il 23 gennaio 2023.

Padre Didier era una persona di comunità e di comunicazione, caratteristica riconosciuta fin da quando era ancora in seminario, le sue qualità di educatore erano riconosciute in lui, i suoi compagni le apprezzavano. Alcuni di loro hanno coraggiosamente testimoniato che questa morte dimostra che non è stata una coincidenza ma perché era una persona della comunione e delle relazioni, ed è morto proprio assieme alla comunità, assieme ai laici e religiosi che erano con lui.
Muore all’età di 62 anni, 35 anni come Religioso e 30 anni come Sacerdote.
Riposa in pace padre Didier, nostro caro fratello.