Sono diversi i lettori che ci stanno scrivendo per segnalare le difficoltà ad accedere ai buoni spesa del comune di Reggio Emilia (leggi qui).
Paolo, che vive in zona Pieve, ha segnalato l’impossibilità a fare richiesta: “Non riesco a compilare la domanda, non ho il computer e con lo smartphone faccio fatica, così chiamo l’Urp del comune di Reggio per capire come posso fare. Tutta la mattina di ieri ero sempre in attesa con almeno 60 persone davanti, così, dopo un’ora che non riuscivo a mettermi in contatto con nessuno, mettevo giù. Finalmente questa mattina mi rispondono e mi dicono che per farmi assistere nella compilazione della richiesta devo rivolgermi al Polo di Pieve, la zona dove abito. Ok, chiamo al Polo di Pieve e mi dicono che….devo chiamare l’Urp centrale!!! No ma dico, ma si ha voglia di scherzare?!”.

Fra le varie denunce sulle difficoltà nella procedura di richiesta dei buoni, anche quella del Presidente Arcigay Alberto Nicolini: “Ieri son fioccate multe per chi andava alll’URP del Comune di Reggio Emilia a richiedere aiuto per la procedura di richiesta dei buoni spesa, e tutti giù con vari SI FA ONLINE!!! UNTORI!!! e altre amenità dell’empatia italica.
Oggi sto aiutando un ragazzo a richiedere il buono del comune di Reggio. Stampato il documento, compilato (auguri se non capisci un alto livello di italiano da amministrazione), firmato, pronti a spedirlo con lo SPID legato alla carta d’identità elettronica che fortunatamente ha.
Allora: 1. ritrova i pin, in due lettere diverse, e vabbé ce li ha.
2. scarica una app con passaggi che anche io ho dovuto rileggere due volte (avvicina la carta allo smart, no non così, rimuovi la cover, cambia punto ecc ecc) —-> e meno male che ha uno smartphone abbastanza recente.
3. inserisci pin, dati, controlla, ricontrolla
Risultato: Messaggio di errore in ostrogoto senza ulteriori indicazioni o roba utile da cliccare.

ORA MI DITE SE UNO E’ NEI GUAI, HA 70 ANNI, HA FATTO AL MASSIMO LE ELEMENTARI, NON HA UNO SMARTPHONE RECENTE O NON PARLA PERFETTAMENTE L’ITALIANO LEGALESE CHE DIAMINE DEVE FARE? PIU’ INUTILMENTE COMPLICATA NO?
Per la cronaca sto assistendo gente a fare la stessa procedura in diverse città: Bologna, Rimini, Thiene e pure alcuni piccoli comuni nel leccese. E vi stupirà, ma altri han lasciato perdere lo SPID e creato form online chiari e semplici, così che chi ha urgenza possa accedere urgentemente.
Il che dimostra che – vista l’urgenza e il target sociale di questa azione di supporto alla spesa, SI POTEVA FARE SENZA QUESTI PASSAGGI DA APPASSIONATI DI GIOCATTOLETTI INFORMATICI.
Questa crisi sta mettendo in chiaro ogni giorno di più come qualcuno deve salvarsi (e giocare a fare il piatto più figo per instagram), mentre quelli che eran già s*igati devono andare a farsi *ottere”.
nsr

