Corpus Domini e processione eucaristica in centro storico, l’Arcivescovo Morandi: “Buio e deserto situazioni esistenziali del terzo millennio”

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Buio e deserto: su queste due situazioni esistenziali che coinvolgono anche l’uomo del XXI secolo ha focalizzato la sua omelia ieri – giovedì 16 giugno – in cattedrale il vescovo Giacomo nella solenne concelebrazione vespertina della solennità del Corpo e Sangue del Signore. La sua riflessione ha preso le mosse dal brano del Vangelo di Luca concernente la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Con il buio, ha detto l’arcivescovo Morandi, l’uomo sperimenta la sua fragilità, perde i punti di riferimenti, la stella polare. Oggi mancano le verità fondanti, mentre servono punti di appoggio; non c’è più la verità, ma solo le opinioni. L’uomo avverte un forte smarrimento: è in cerca di qualcuno che lo aiuti a trovare punti di riferimento. E quel qualcuno è Cristo.

Poi il deserto: oggi sembra esistano tante possibilità di comunicare, ma in realtà anche in famiglia, nella comunità “siamo in una solitudine lacerante”, c’è una progressiva “desertificazione”; si ricorre a soluzioni virtuali.
Nel brano del Vangelo di Luca gli Apostoli che si preoccupano della migliaia di persone che sul calare del giorno e in un luogo deserto sono senza cibo sono l’immagine di una Chiesa che però non riesce a far fronte alle esigenze del fratelli. C’è il rischio della rassegnazione: “è un peso toppo grande”.

Ma qual è la risposta di Gesù? “Date voi stessi da mangiare”; il Cristo vuole che sia il suo discepolo a provvedere: la povertà del singolo diventa offerta. Gesù stesso nell’Ultima Cena ha fatto dono di sé; San Leone Magno – ha ricordato il vescovo Giacomo, parlava di santità eucaristica; la santa Messa non è un fatto privato, ma costruisce la comunità ecclesiale: non si può uscire indenni dalla celebrazione eucaristica, che da ogni fedele  deve “scardinare il male tremendo dell’io”, che fa sì che si vogliano gli altri al proprio servizio.
La celebrazione eucaristica deve produrre in ognuno la bontà, di cui gli altri devono accorgersi; in questo buio e deserto che lo avvolge il cristiano deve essere luce con la certezza che il Signore“ ci colma con sovrabbondanza di una gioia incontenibile”.

Al termine della liturgia – dopo alcuni anni di assenza – si è nuovamente snodata per le vie del centro storico la tradizionale processione eucaristica del Corpus Domini, assai partecipata, accompagnata da canti e letture e dalla luce delle candele portate dai fedeli. Solo qualche rarissima finestra di abitazione privata era addobbata con drappi e lumi; tantissime le persiane chiuse.

La solennità del Corpo e Sangue del Signore è stata conclusa dalla benedizione eucaristica impartita in Cattedrale dall’arcivescovo Giacomo.

Giuseppe Adriano Rossi
(Foto di Fabio Zani)