Cooperative di lavoro reggiane in assemblea: bene numero soci (11500) e lavoratori (13.000) ma troppe irregolarità e gare deserte

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Si concluderà venerdì 20 maggio la stagione congressuale delle federazioni in cui è articolato il sistema imprenditoriale di Confcooperative.

Dopo quelle della cultura, dello sport e turismo, le coop sociali e sanitarie, del consumo e dell’abitare, in assemblea sono chiamate le 83 cooperative di lavoro (costruzioni, logistica, pulizie, digitalizzazione, trasporti, vigilanza, ristorazione, metalmeccanica, ambiente) che fanno capo alla centrale cooperativa reggiana.

“Un sistema – spiega il presidente provinciale, Stefano Spaggiari – che in alcuni comparti, a partire dalla ristorazione collettiva, in termini di fatturato ha pagato un pesante dazio alla pandemia, ma che a conclusione di un quadriennio giunge all’assemblea congressuale con dati comunque in crescita e con una buona tenuta dell’occupazione, che in alcuni settori (logistica e pulizie, in particolare) è apparsa in evidente crescita”. “In assemblea – sottolinea Spaggiari – porremo comunque l’accento (e su questo è previsto l’intervento di Gianluigi Contin – Partner e AD Valdani Vicari & Associati Business Consulting) sul tema della competitività cooperativa e sugli elementi di attrattività che possiamo mettere in campo per la crescita”.

Alle coop di lavoro di Confcooperative fanno capo 11.500 soci (oltre il 20% di quelli complessivamente raggruppati dalle imprese di Confcooperative) e, soprattutto, più di 13.000 lavoratori (la gran parte anche soci), che hanno un’incidenza del 75% sul totale degli occupati nel sistema Confcooperative Reggio Emilia.

“Il nostro obiettivo – spiega Spaggiari – è proprio quello di promuovere attività e sviluppare servizi ad alta densità occupazionale, rendendo i lavoratori protagonisti dei processi produttivi e della gestione delle imprese, e in questo percorso ci connotiamo tra i settori a più elevata presenza femminile”.

Emblematiche, al proposito, le cifre relative ai soci, dalle quali spicca una componente femminile (7.400 unità) attestata al 65%, dato che sale all’82% sul versante dei lavoratori (10.626 su 13.089).

“E’ un sistema solido – aggiunge Spaggiari – che continua però a scontare situazioni che rallentano e talvolta compromettono le possibilità di espansione e, conseguentemente, anche le potenzialità di inserimento al lavoro. Mi riferisco non solo alla farraginosità di norme e alle lentezze burocratiche che gravano, in particolare, sul settore delle costruzioni, ma soprattutto ai meccanismi di gare che quasi mai tengono conto di aspetti qualitativi, di reputazione e affidabilità delle imprese, privilegiando una componente riferita al prezzo che, non di rado, apre le porte ad imprese che operano nell’irregolarità o si avvalgono di contratti di comodo, determinando situazioni di insostenibilità che gravano proprio sulle imprese più virtuose”.

E’ un problema – prosegue il presidente del settore lavoro di Confcooperative – che riguarda non solo il pubblico, ma coinvolge anche tanta parte della committenza privata e che oggi si aggrava in presenza di un esponenziale aumento dei costi delle materie prime, dell’energia e dei carburanti che non sono certo compensati dalle misure pubbliche di sostegno, ma neppure dalla committenza pubblica e privata, con  gare pubbliche, bandite ancora con prezzi a base d’asta non congrui rispetto agli aumenti, che vanno ogni giorno sempre più deserte, rischiando così di perdere anche importanti disponibilità dei fondi del PNRR.”

“Negli ultimi anni e anche recentemente, almeno per quel che riguarda le costruzioni  – spiega Spaggiari– si sono fatti passi in avanti importanti nel nostro territorio, grazie all’impegno delle istituzioni, delle amministrazioni locali e delle associazioni imprenditoriali”. “Su questa strada conclude Spaggiari – servono però urgentemente nuove azioni che devono da una parte stroncare i fenomeni di irregolarità che ancora connotano diversi ambiti di servizio alle imprese e, dall’altra, debbono vedere più attivamente protagonista il mondo politico per intervenire su meccanismi di gara che indirettamente determinano l’ingresso di imprese di dubbia reputazione e solidità, deprimono il valore del lavoro, escludono dalla competizione le imprese più strutturate e serie e, inoltre, non di rado determinano la mancata realizzazione delle opere secondo i criteri e i tempi fissati dalle stesse gare”.

L’assemblea delle coop di lavoro di Confcooperative Reggio Emilia è in programma venerdì 20 maggio alle 9,30 nella sala convegni della centrale cooperativa di Largo Gerra.