“!COMUNE DELLA NOSTRA MONTAGNA RISCHIA DI ESSERE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI O POSSIBILI CONDIZIONAMENTI MAFIOSI. CHI È L’ASSESSORE CHE SAREBBE STATO COLPITO DA PROVVEDIMENTO “ANTIMAFIA” DEL PREFETTO ? (Interdittiva ad impresa di sua proprietà)”.
Inizia così la lunga denuncia sui social di Alessandro Raniero Davoli. La notizia sta girando nella nostra montagna a “caccia” del comune e di chi sarebbe stato colpito dall’interdittiva.
“Nonostante le “bocche cucite” dell’Amministrazione, insistenti sono le “voci” che raccontano dell’emissione di ben due interdittive “antimafia” ad imprese di un comune dell’Appennino reggiano. In particolare queste “voci” raccontano della interdittiva dell’ottimo Prefetto Dr.ssa Iolanda Rolli, all’impresa di un assessore: impresa alla quale sarebbe stato bloccato il cantiere di un appalto pubblico … ! A mia domanda via PEC, (quale consigliere anche in Unione Montana), risponde il Prefetto Rolli: secondo la normativa vigente, solo i destinatari definiti dalla norma possono ricevere copia del provvedimento ablativo antimafia … Per ovvie ragioni non pubblico il nome (che conosco), dell’assessore né del comune nel quale è stato eletto con un record di preferenze. Il signore non è nato qui in montagna e la famiglia è originaria di altra regione … Non appena ci saranno notizie certe e confermate da documenti ufficiali, (ho chiesto l’intervento di due deputati amici, uno della Lega e uno di Fratelli d’Italia), le pubblicherò”.

“È certo che -conclude Davoli- sotto l’Amministrazione di uno dei 7 comuni della nostra montagna è stata collocata una “bomba ad orologeria” il cui timer è già partito … tic-tac … tic-tac …
Il sindaco in questione per ora ha messo la testa sotto la sabbia. Non vede, non sente e non parla …


