Si è svolta sabato la commemorazione per il 21° anniversario della morte del Brigadiere Capo M.O.V.M. Pasquale Iscaro, deceduto il 28 luglio 1998 a Luzzara nel corso di un conflitto a fuoco con alcuni rapinatori.
Alla cerimonia, oltre ad Angelo Iscaro, figlio del militare decorato con la medaglia d’oro, al Tenente Colonnello Alessandro Dimichino accompagnato dagli altri Ufficiali della provincia, alle autorità civili ed ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri, non è voluto mancare nemmeno il Prefetto di Reggio Emilia Dott.ssa Maria Forte che, assieme ad Angelo Iscaro ed al Vice Sindaco di Luzzara Elisabetta Sottili, ha dato inizio alla toccante cerimonia con la deposizione di una corona ai piedi della lapide commemorativa. Presente alla cerimonia anche l’Appuntato Scelto Umberto Cioccia, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, ossia il militare che insieme al Brigadiere Capo Iscaro affrontò i rapinatori.

Alla presenza di numerosi cittadini, vi è stato l’intervento dello stesso Vice Sindaco di Luzzara, prima della Santa Messa in suffragio al decorato presso la Chiesa di San Giorgio. Al termine della funzione il lungo intervento del Generale Domizzi che, riprendendo le intenzioni del Vice Sindaco e del Cappellano Militare Don Giuseppe Grigolon che ha officiato la messa, ha ripetutamente ricordato anche il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega, tragicamente assassinato ieri a Roma.
Questa la motivazione con la quale venne concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria al Brig. Ca. Pasquale Iscaro: «Nel corso di servizio perlustrativo unitamente ad altro militare, non esitava a fronteggiare, con ferma determinazione ed insigne coraggio, due malviventi sorpresi a rapinare un istituto di credito.
Costretto a deporre la pistola d’ordinanza dai rapinatori che minacciavano di uccidere due inermi cittadini, con responsabile freddezza attendeva la liberazione degli ostaggi e, recuperata l’arma, si poneva all’inseguimento dei malviventi nel tentativo di procedere alla loro cattura. Fatto oggetto ad azione di fuoco, replicava, benché ferito, all’attacco dei criminali, colpendone mortalmente uno, prima di accasciarsi al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio. Luzzara (Reggio Emilia), 28 luglio 1998.»

