Il Comune di Reggio Emilia ha lanciato un processo partecipato “aperto” sui quartieri. Di questo c’è da essere felici e da subito abbiamo voluto contribuire portando idee e proposte, dando la nostra disponibilità a partecipare, cosa che faremo in tutte le modalità e sedi possibili.
Rileviamo però un avvio in sordina Il 6 Agosto, per ora solo online, per accedere un cittadino deve avere lo SPID o la carta d’identità elettronica registrata. Non ci siamo. Lo spid non viene chiesto neppure per poter sostenere un esame universitario in remoto. Non si capisce neanche se i pareri che manderanno i cittadini, associazioni, corpi intermedi, associazioni, potranno incidere e in che modo.
Abbiamo dubbi sulle modalità e su queste barriere di ingresso che limitano la partecipazione ma vogliamo entrare nel merito della proposta.
Si parla di 55 consigli di ambito che si riuniranno in ulteriori 9 consigli e che potranno, una volta all’anno, incontrare tutti insieme il sindaco di turno. Inoltre la maggioranza dei cittadini coinvolti sarà cooptata dall’amministrazione su scelta di associazioni del territorio, la restante minoranza sarà eletta con metodi non specificati. Si legge dal testo presentato che tra le competenze c’è quella di “assistere alla presentazione del Bilancio preventivo del Comune”. Abbiamo una idea differente di partecipazione che non è solo assistere a delle presentazioni politiche, potete leggere la proposta www.circoscrizioni.re
Noi amiamo le cose semplici per questo abbiamo ripreso modelli già realizzati in altre città (a guida centrosinistra). Sempre per la semplicità e funzionalità abbiamo ripreso la divisione in quartieri delle 8 circoscrizioni che ha funzionato per quasi 40 anni in questa città.
Gli otto Consigli saranno composti ognuno da 24 consiglieri nominati in base ai risultati elettorali conseguiti dalle varie liste nelle elezioni amministrative. La ripartizione avverrà tramite un calcolo proporzionale: saranno le percentuali ottenute nei vari seggi di zona dalle liste che concorrono alle elezioni comunali a determinare il numero di consiglieri.
1.Esprimere pareri obbligatori e fare proposte su temi quali l’urbanistica, il bilancio, gli atti di programmazione, i servizi comunali e i problemi del proprio territorio;
2.proporre iniziative e interventi al Consiglio Comunale per favorire l’aggregazione sociale e la partecipazione;
3.richiedere convocazioni del Consiglio Comunale rivolgendo interrogazioni al Sindaco;
4.chiedere agli assessori competenti di partecipare alle proprie sedute;
5.collaborare con associazioni, enti, scuole per la programmazione di attività di interesse sociale, culturale e sportivo.
Il ruolo da consigliere di quartiere per legge non prevede alcun tipo di gettone o rimborso e su questo siamo d’accordo con Luca Vecchi. Mentre proponiamo che il Comune trasferisca 40mila euro all’anno ai Consigli di Quartiere (in linea con le risorse dell’ultimo anno di vita delle circoscrizioni a Reggio Emilia nel 2014).
Senza una legittimazione politica e pratica si rischia di creare istituti vuoti che dopo il primo mandato allontanino le persone che non troveranno risposte ai loro problemi concreti per il quartiere e la propria via, situazione già vista con il progetto degli architetti di quartiere.
Come Possibile, Potere al Popolo, Sinistra Italiana, Verdi, Reggio Emilia in Comune vogliamo aiutare l’amministrazione, abbiamo fornito una proposta concreta che questo autunno verrà discussa in consiglio comunale e che auspichiamo sia votata dai consiglieri comunali.
Ringraziamo i cittadini che stanno venendo a firmare la proposta di referendum, a distanza di poche settimane dall’avvio della campagna annunciamo con gioia che stiamo per arrivare alle 1.000 firme. Se volete sostenere questa causa potete farlo donando 1-2-5€ all’IBAN IT31V0501802400000016988610 con causale: “Contributo per riavere le circoscrizioni”.
Possibile
Reggio Emilia in Comune
Sinistra Italiana
Potere al Popolo
Verdi

