2 luglio 1993, Mogadiscio, il primo scontro armato delle nostre truppe dopo la II° guerra mondiale.
A Casalgrande il Gen. di Brigata Paolo Riccò ha parlato dell’evento raccontato nel suo libro “I Diavoli Neri, la vera storia della battaglia di Mogadiscio“, detta anche “del pastificio”.
Furono tre i morti: il sottotenente Andrea Millevoi, il sergente maggiore Stefano Paolicchi, il caporale di leva Pasquale Baccaro, tutte MOVM, medaglia d’oro al valor militare, e 22 feriti tra gli italiani. Stimati 100 morti e 200 feriti tra i miliziani.
Diavoli Neri è il nome della XV compagnia del 186° reggimento paracadutisti della Brigata Folgore, comandata in quel periodo dall’allora capitano Riccò. Erano soldati di leva che si trovarono a combattere contro i miliziani del signore della guerra Aidid che presumibilmente si trovava nell’area e diede inizio alla battaglia per poter fuggire dalla cattura.

Classe 1963, ora comandante dell’AVES, l’aviazione dell’esercito, con reggimento elicotteri, MBVM, medaglia di bronzo al valor militare, nella chiacchierata con il presidente dell’ASMER, (Associazione studi storici militari Emilia Romagna), Giulio Verrecchia ha raccontato i fatti rimandando i particolari, molto approfonditi, alla lettura del libro che si presenta avvincente, di piacevole e facile lettura anche per chi non appartiene al mondo militare.
Una chiacchierata che ha preceduto quella con Giuseppe Rafaniello, residente a Casalgrande, che nel 1993 era a Mogadiscio e ha partecipato a quegli eventi. Pensieri, sensazioni, emozioni di quei giorni e poi la nuova vita ritornato in patria.
Marco Montipò, organizzatore della iniziativa, è riuscito a far rivivere tutto ciò e far sì che divenisse di dominio collettivo. A Giuseppe l’amministrazione di Casalgrande ha consegnato una pergamena a ricordo dei fatti e una lettera del sindaco di Lioni, provincia di Avellino, suo paese natale .
130 persone presenti nel teatro causa limitazioni per il covid, hanno seguito con attenzione e si sono “buttati “ sul libro per acquistarlo e farlo autografare dall’autore estremamente disponibile ed affabile e che non ha lesinato a farsi fotografare assieme a loro singolarmente.
La presentazione era stata preceduta dall’incontro di vari reduci della XV e da un pranzo in compagnia dove sono riaffiorati ricordi ed aggiornamenti sulla loro vita attuale.
Tutto vissuto come se il tempo si fosse fermato ad allora.
Fabio Zani
[ngg src=”galleries” ids=”185″ display=”basic_thumbnail”]

